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Alessandra Mussolini
Alessandra Mussolini


Durata mandato 2 settembre 2013 –
in carica
Predecessore Anna Maria Cancellieri
Successore in carica
on. Alessandra Mussolini
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita Template:Calcola età
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Politica
Partito Popolo della Libertà
Legislatura XI, XII, XIII, XIV (Fino al 2004), XVI.
Gruppo Il Popolo della Libertà
Coalizione PdL-LN-MpA
Circoscrizione Campania 1
Incarichi parlamentari

Presidente della Commissione Infanzia

[[Categoria:Template:Bio/plurale attività Template:Bio/plurale nazionalità]]Template:Bio/catnatimortiCategoria:BioBot Alessandra Mussolini (Roma, 30 dicembre 1962) è Template:Bio/articolo F[[Template:Bio/link attività|politica]] [[Template:Bio/link nazionalità|italiana]], più volte deputata, ancora in carica. Laureata in medicina e chirurgia presso l'Università La Sapienza di Roma, nei primi anni ottanta è stata anche attrice, fotomodella e cantante.

È figlia di Anna Maria Scicolone, sorella minore dell'attrice Sophia Loren, e di Romano Mussolini, quarto figlio di Benito Mussolini e pianista jazz. È sposata dal 1989 con Mauro Floriani ed è madre di tre bambini: Caterina, Clarissa e Romano.

Carriera artistica Edit

Dopo aver recitato, quattordicenne, in Una giornata particolare di Ettore Scola, e aver condotto insieme a Pippo Baudo l'edizione 1981/82 di Domenica In, tentò la carriera cinematografica, ispirandosi alla zia Sophia Loren. Partecipò a qualche commedia all'italiana, lavorando al fianco di attori come Renato Pozzetto ed Enrico Montesano in Noi Uomini Duri, un film del 1987 la cui trama era legata al boom delle scuole di corsi di sopravvivenza di quegli anni. Fece anche un servizio fotografico di nudo per Playboy nell'agosto 1983[1][2].

Dopo Sabato, domenica e lunedì di Lina Wertmüller del 1990 (in cui recitava al fianco di Luciano De Crescenzo e della zia Sophia Loren), decise di ritirarsi dal mondo dello spettacolo per dedicarsi alla politica.

Ha pubblicato anche un LP di canzoni uscito solo in Giappone, l'album Amore (una rarità introvabile nel mercato collezionistico)[3]. Ha partecipato come doppiatrice a un episodio de I Simpson.

Nel 2006 è stata presidente nella giuria del reality di Italia 1 La pupa e il secchione. In questa occasione, ha avuto un pesantissimo litigio con un altro membro della giuria, Vittorio Sgarbi, in merito a questioni politiche[4]: egli le rivolse alcune frasi ingiuriose[5]. In seguito allo scontro, Sgarbi è stato espulso dal programma, e sostituito da Andrea G. Pinketts.

È inoltre spesso ospite nei programmi di Canale 5 in veste di opinionista, come Pomeriggio Cinque o Domenica Cinque.

Carriera politica Edit

L'adesione al MSI e ad ANEdit

Nel 1992, prima di aver finito gli studi di Medicina e chirurgia, venne eletta deputato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Napoli 1 tra le file del Movimento Sociale Italiano.

Nel novembre 1993 si candidò come sindaco di Napoli per il MSI: a sorpresa arrivò al ballottaggio dove fu poi superata da Antonio Bassolino.

Fu favorevole all'alleanza tra MSI e Forza Italia in vista delle elezioni del 1994 nel Polo delle Libertà, dove fu rieletta, ma si oppose, anche se non in maniera energica, allo scioglimento del MSI in seguito alla svolta di Fiuggi e alla nascita di Alleanza Nazionale nel gennaio 1995. Rimasta in AN, fu rieletta alla Camera nel 1996 con il ruolo di vice capogruppo e nel 2001, in Campania.

I contrasti con FiniEdit

I suoi rapporti con Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, non furono sempre buoni. La rottura avvenne nel novembre del 2003, quando Fini si recò in Israele, dove disse, in riferimento ai drammi dell'Olocausto, che il fascismo «è stato il male assoluto del XX Secolo», scusandosi nel contempo con il governo israeliano per le leggi razziali del 1938: in seguito a queste dichiarazioni, Alessandra Mussolini abbandonò Alleanza Nazionale.

L'abbandono di ANEdit

Fondò poco dopo un nuovo partito di estrema destra, Libertà di Azione (oggi noto come Azione Sociale), che confluì con altri movimenti di estrema destra nel cartello elettorale Alternativa Sociale.

Alle elezioni europee del 2004 il cartello elettorale ottenne l'1,2% dei voti, permettendo ad Alessandra Mussolini di essere eletta al Parlamento europeo: ha ricevuto in tutta Italia circa 133 000 preferenze personali, ottenendo il seggio nella circoscrizione Centro. È stata membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per lo sviluppo, della delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek e della delegazione all'Assemblea parlamentare euromediterranea. Nel 2004 si candida anche come presidente della provincia di Latina, ottenendo un buon risultato nonché un seggio al Consiglio provinciale. Tuttavia la Mussolini è stata spesso criticata perché è stata presente a quattro sole sedute. Nel 2009, il consiglio è stato chiamato a votare la sua decadenza dalla carica, ma la mozione è stata respinta.

Alle elezioni regionali del 2005, Alternativa Sociale si è presentata al di fuori dei due poli, con la Mussolini candidata a presidente. Poco prima delle elezioni, il partito della Mussolini è stato escluso dalla competizione nel Lazio per colpa di una sospetta falsificazione delle firme presentate. La Mussolini ha dichiarato: Template:Quote

Comunque, dopo un'aspra discussione in campagna elettorale, è stata annullata la decisione della corte e riammesso il partito alle elezioni, alle quali ha ottenuto l'1% dei voti circa, (con punte del 2% in Campania e nel Lazio dove la Mussolini si era candidata in prima persona), risultati comunque al di sotto delle attese. Nel marzo 2006 è emerso un presunto scandalo che ha visto coinvolto l'allora Ministro della Salute, Francesco Storace (avversario della Mussolini nel Lazio alle Regionali dell'anno prima) per aver avviato delle attività illecite di "spionaggio" nei confronti della Mussolini in occasione della campagna elettorale delle Regionali. Questo episodio, indicato con il nome di Laziogate, portò lo stesso Storace alle dimissioni dal governo.

Dopo il via libera di Alleanza Nazionale, Silvio Berlusconi ha riaperto le trattative con Alessandra Mussolini in vista delle elezioni politiche del 2006. L'accordo programmatico è stato stipulato il 17 febbraio 2006, per cui il movimento Alternativa Sociale si è presentato con una sua lista alleata della Casa delle Libertà. Alcune polemiche sulla possibilità che entrassero in lista alcuni dirigenti post-fascisti sono state messe a tacere con il patto tra la Mussolini e Berlusconi che prevedeva, tra l'altro, che non fossero candidati personaggi "discutibili".

Nell'aprile 2006, sulla "Gazzetta di Mantova", abiurò alcuni aspetti della socializzazione realizzata dal nonno Benito durante la Repubblica Sociale Italiana, provocando anche disapprovazioni della propria base. Il suo sito web, in questa fase, è stato oggetto di continui attacchi di "cracking".

Nelle elezioni politiche il suo partito ha ottenuto un risultato al di sotto delle aspettative (0,67% alla Camera e 0,63% al Senato) che non le ha consentito di approdare a Montecitorio.

L'adesione al PDLEdit

Nel 2008 decide di candidarsi nelle liste del Popolo della Libertà per le elezioni politiche del 2008 ed è stata eletta nella circoscrizione Campania 1, lasciando a Roberto Fiore la carica di deputato europeo.

Da luglio 2008 è presidente della Commissione parlamentare bicamerale per l'Infanzia.

Nel 2010 diviene consigliere regionale della Campania, dopo aver ottenuto quasi ventimila voti di preferenza, ma si dimette poco dopo, dando la preferenza all'incarico di deputato.

Polemiche e scontri personaliEdit

Fece scalpore all'opinione pubblica lo scontro fisico che ebbe nel gennaio 2001 con l'allora Ministro per le Pari Opportunità Katia Bellillo, durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta. Durante il dibattito su molestie sessuali rivolte alle donne, il Ministro Bellillo (Comunisti Italiani) apostrofò la Mussolini dicendole: "Sta zitta per carità, chiudi questa bocca devi provocare per che cosa(...)ti chiami Mussolini e questo basta". Per tutta risposta l'On. Mussolini interruppe varie volte la Bellillo durante il suo discorso con frasi del tipo "Lei è comunista, brutta comunista" fino a che il Ministro spazientita si alzò inveendo verso di lei finendo per lanciarle addosso il microfono dopo aver ricevuto un calcio dalla parlamentare. Al termine della registrazione, il Ministro dichiarò di essersi "divertita", mentre l'On. Mussolini chiese l'intervento del Presidente della Camera Luciano Violante, il quale richiamò in maniera ufficiale l'allora Presidente del Consiglio Giuliano Amato dicendo che "Un ministro non può criticare un parlamentare per il suo nome. Non ho motivo di dubitare delle parole dell'onorevole Mussolini, sono certo che lei troverà il modo per richiamare il ministro Bellillo al rispetto dei suoi doveri istituzionali"[6].

Il 9 marzo 2006 la Mussolini fu protagonista di una controversia a Porta a Porta con Vladimir Luxuria. Nel corso della discussione dopo essere stata accusata da Antonio Di Pietro di essere fascista rispose: «E me ne vanto.» La discussione proseguì con un intervento di Luxuria che, facendo riferimento alla propria identità di genere, replicò «Una persona che si vanta di essere fascista, mi preoccupa, ci metterete al confino?». Alessandra Mussolini irata rispose: «A me preoccupa chi brucia le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, chi grida "dieci, cento, mille Nassyria, vergogna, vergogna, vergogna"». Alla replica di Luxuria che rispose «Perché si rivolge a me? Io non mi sono vantata di aver bruciato quelle bandiere, lei si è vantata di essere fascista! Non usi altri argomenti»[7], esternò: Template:Quote

Il 21 luglio 2008[8] diffonde in Aula alla Camera le note dell'Inno nazionale, ponendo un telefonino davanti al microfono, in risposta alle affermazioni denigratorie pronunciate nei confronti dell'Inno di Mameli dal ministro Umberto Bossi.

Il 21 ottobre 2009, tenta di spegnere il microfono a Francesco Barbato durante un suo duro intervento alla camera[9].

Nell'autunno 2009 sono state avviate indagini in relazione ad un presunto ricatto che avrebbe coinvolto la Mussolini, a causa di un video hard che ritrarrebbe Roberto Fiore e Alessandra Mussolini in intimità nella sede romana di Forza Nuova. Per tale vicenda è stato indagato dalla Procura di Roma per tentata estorsione Andrea Cacciotti, produttore cinematografico con precedenti per truffa.

Ascendenza Edit

Albero genealogico di tre generazioni di Alessandra Mussolini
Alessandra Mussolini Padre:
Romano Mussolini
Nonno paterno:
Benito Mussolini
Bisnonno paterno:
Alessandro Mussolini
Bisnonna paterna:
Rosa Maltoni
Nonna paterna:
Rachele Guidi
Bisnonno paterno:
Agostino Guidi
Bisnonna paterna:
Anna Lombardi
Madre:
Maria Scicolone
Nonno materno:
Riccardo Scicolone
Bisnonno materno:
/
Bisnonna materna:
/
Nonna materna:
Romilda Villani
Bisnonno materno:
Domenico Villani
Bisnonna materna:
Luisa Zotti

Filmografia Edit

Discografia Edit

Album Edit

Singoli Edit

Note Edit

  1. fonte: Playboy Italy - Covers of 1983
  2. fonte: IsiScan ---- Alessandra Mussolini
  3. fonte
  4. SGARBI – MUSSOLINI : E’ RISSA! | DavideMaggio.it
  5. «Fascista, sei una merda secca» - it.narkive.com
  6. Bellillo-Mussolini, la rissa andrà in onda Corriere della Sera (30 gennaio 2001)
  7. Template:Cita TV
  8. E la Mussolini diffonde in aula «Fratelli d’Italia» - Interni - ilGiornale.it
  9. La Mussolini tenta di spegnere il microfono a Barbato mentre interviene alla camera 21-10-09 - YouTube

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Voci correlate Edit

Altri progetti Edit

Collegamenti esterni Edit

Predecessore Segretario di Azione Sociale Successore
nessuno 2003 - 2009 nessuno

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Mussolini, Alessandra Categoria:Politici del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale Categoria:Politici di Alleanza Nazionale Categoria:Politici di Azione Sociale Categoria:Politici del Popolo della Libertà Categoria:Politici di Alternativa Sociale Categoria:Europarlamentari italiani della VI Legislatura Categoria:Personalità del neofascismo Mussolini, Alessandra Categoria:Deputati dell'XI Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XII Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XIII Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XIV Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XVI Legislatura della Repubblica Italiana

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