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Il centro-destra, dal punto di vista politologico, si riferisce all'unione del centro e della destra politica e dunque a schieramenti politici di orientamento prevalentemente democristiano, conservatore e liberale.

Il centro-destra in EuropaEdit

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La gran parte dei partiti di centro-destra in Europa si riconoscono nel Partito Popolare Europeo (PPE), il quale si definisce "una famiglia di centro con radici profonde nella storia della civiltà europea".

Nato come contenitore di matrice democristiana, alla fine degli anni novanta, rispondendo a un'idea di Helmut Kohl, il PPE si apre ad altre esperienze politiche non prettamente democristiane: entrano nel partito nuovi soggetti di ispirazione liberale e conservatrice. Tra i Popolari europei entrano, tra gli altri, Forza Italia, il Partito Popolare spagnolo e il Raggruppamento per la Repubblica francese, tutti e tre partiti che hanno al loro interno cospicue componenti di matrice liberale e laica. Il PPE ha poi stretto, rapporti più stretti con Democratici Europei, movimento politico composto da partiti conservatori, e segnatamente con il Partito Conservatore britannico, dando origine al gruppo parlamentare PPE-DE.

Il risultato di questi processi fu lo spostamento dell'asse politico del PPE verso destra e un'ottica meno confessionale. Ciò non è servito a limitare l'emarginazione dei partiti di centro-sinistra, come il Partito Popolare Italiano, e dell'Unione per la Democrazia Francese, che nel corso del tempo si era allontanata sempre più dalla tradizione democristiana per assumere posizioni di stampo socio-liberale.

Oggi il PPE è il principale partito del centro-destra europeo e si propone come riferimento unico per tutti i democristiani e i conservatori europei. Aderiscono al PPE, tra gli altri, i principali partiti di centro-destra di Germania, Italia, Spagna, Francia e Polonia: l'Unione Cristiano-Democratica, Il Popolo della Libertà, il Partito Popolare, l'Unione per un Movimento Popolare e Piattaforma Civica.

Il centro-destra in ItaliaEdit

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Panoramica dal 1850 a oggiEdit

La locuzione centro-destra comparve per la prima volta in Italia attorno al 1850, in seguito all'operazione detta del "connubio" operata da Camillo Benso Conte di Cavour nel Parlamento del Regno di Sardegna, che di lì a pochi anni sarebbe diventato il Parlamento del Regno d'Italia. L'operazione del "connubio" consisteva nel favorire un'alleanza politica fra la parte più progressista della Destra, il cosiddetto centro-destra, di cui il Cavour stesso era capo, e l'ala più moderata della Sinistra, il centro-sinistra, con a capo Urbano Rattazzi. Si è sostenuto che questa manovra politica contenesse in sé i fondamenti del trasformismo.

Con il termine centro-destra si è poi indicato, a partire dagli anni sessanta, la collocazione di alcuni governi retti dalla Democrazia Cristiana, in particolare il Governo Tambroni che si sostenne grazie all'appoggio esterno del Movimento Sociale Italiano e quelli formati assieme al Partito Liberale Italiano.

Dal 1994 il termine centro-destra si riferisce alle aggregazioni guidate da Silvio Berlusconi, il Polo delle Libertà, la Casa delle Libertà e il Popolo della libertà. Quest'ultimo, nato nel 2007, è la fusione fra Forza Italia, Alleanza Nazionale e altri partiti minori, ed è in coalizione con la Lega Nord nelle circoscrizioni settentrionali e col Movimento per l'Autonomia nel sud.

Il Polo e la Casa delle LibertàEdit

Nel 1994 le coalizioni di centro-destra erano in realtà due: il Polo delle Libertà (composto Forza Italia, Lega Nord e Centro Cristiano Democratico) al Centro-Nord e il Polo del Buon Governo (senza la Lega Nord, non presente, e con l'aggiunta di Alleanza Nazionale). Dopo le elezioni politiche del 1994, Berlusconi venne nominato a capo dell'esecutivo, ma il suo governo durò solo pochi mesi, a causa dell'uscita dalla maggioranza da parte della Lega Nord.

La coalizione si riorganizzò per le elezioni politiche del 1996, senza quest'ultima e con la denominazione di "Polo delle Libertà", ma venne sconfitta dal centro-sinistra, riunito nell'alleanza de l'Ulivo e guidato da Romano Prodi.

Nel 2001, i partiti del Polo formarono assieme alla Lega Nord, ai Cristiani Democratici Uniti (che insieme al CCD diedero vita all'UDC nel 2002) e al Nuovo Partito Socialista Italiano, una nuova alleanza denominata Casa delle Libertà che vince le elezioni e governa l'Italia per i successivi anni stabilendo il record come secondo governo più lungo della storia italiana (governo Berlusconi II).

Alle elezioni politiche del 2006, la Casa delle Libertà ha perduto, seppur di misura, la maggioranza a vantaggio de L'Unione di Romano Prodi.

Il Popolo della Libertà Edit

Caduto il Governo Prodi II, dalla fusione fra la maggior parte dei partiti del centro-destra (inclusi FI e AN) è nato il Popolo della Libertà, che in alleanza con la Lega Nord, presente nelle regioni del Centro-Nord, e con il Movimento per l'Autonomia, presente nel Centro-Sud, ha vinto le elezioni politiche del 2008. Il risultato, grazie anche all'apporto di voti della Lega Nord, è stata una vittoria sul principale rivale, il Partito Democratico allora guidato da Walter Veltroni.

Voci correlateEdit

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Categoria:Politica Centro-destra

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