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on. Daniele Capezzone
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Daniele Capezzone 2

Luogo nascita Roma
Data nascita 8 settembre 1972
Titolo di studio maturità classica
Partito Radicali Italiani (2006 - 2007); Forza Italia (2008 - 2009); Il Popolo della Libertà (dal 2009)
Legislatura XV Legislatura XVII Legislatura
Gruppo Rosa nel Pugno (2006), Gruppo misto (2007)
Coalizione L'Unione (2006 - 2007), PdL-Lega Nord (2008)
Circoscrizione Sicilia I
Incarichi parlamentari

XV legislatura:

  • Membro della X Commissione Permanente - Attività Produttive, Commercio e Turismo (2006-08)
  • Membro del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche (2006-08)
  • Presidente Commissione Attività produttive (2006 - 2007)

[[Categoria:Template:Bio/plurale attività Template:Bio/plurale nazionalità]]Template:Bio/catnatimortiCategoria:BioBot Daniele Capezzone (Roma, 8 settembre 1972) è Template:Bio/articolo[[Template:Bio/link attività|politico]] [[Template:Bio/link nazionalità|italiano]], portavoce del Popolo della Libertà.

In precedenza è stato portavoce di Forza Italia; ancora prima fu segretario dei Radicali Italiani (2001-2006) e deputato nella XV legislatura (2006-2008) per la componente radicale della Rosa nel Pugno.

Studi Edit

Figlio di Felice Capezzone e Anna Gambini, frequenta il "Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode" di Roma fino alla maturità classica. Nel 1990 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza della LUISS Guido Carli, che però abbandona nel 1997 per la politica.[1]

Carriera politica Edit

Attività politica nel Partito Radicale (1993-2007) Edit

Nel 1993 prende la tessera radicale. Nel 1997 svolge il servizio civile a Roma presso Legambiente. Il 1º gennaio 1998 partecipa alla sua prima manifestazione organizzata dai Radicali, dove conosce Marco Pannella.[1] Inizia a frequentare assiduamente la sede di partito, diventando responsabile per l'informazione dei radicali.[2] Il 15 luglio 2001 viene eletto segretario del neo-costituito movimento dei Radicali Italiani.[3] Fra il 2002 e il 2004, Capezzone intraprende assieme a Marco Pannella, Rita Bernardini e Sergio D'Elia vari scioperi della fame per sollecitare l'approvazione di un provvedimento che risolva la situazione di sovraffollamento carcerario[4]. Fra il 2004 e il 2005, si spende in prima persona per i referendum parzialmente abrogativi della legge 40/2004, in tema di procreazione medicalmente assistita. Nel luglio 2004, pone in atto un altro sciopero della fame (insieme a Rita Bernardini) per ottenere che si aprisse un contraddittorio pubblico sulle reti RAI.[5]

Deputato per la Rosa nel Pugno (2006-2007) Edit

Nel novembre 2005, viene rieletto per la quarta volta segretario dei Radicali Italiani e gestisce, per parte radicale, la collaborazione con lo SDI per la costituzione di un nuovo soggetto politico di area liberalsocialista, la Rosa nel Pugno. Candidatosi alle Politiche 2006, Capezzone viene eletto nelle file della RnP alla Camera dei deputati nella circoscrizione elettorale Sicilia I. Il 6 giugno 2006 viene eletto Presidente della X Commissione Permanente - Attività Produttive, Commercio e Turismo (carica che ricoprirà fino al 7 novembre 2007); è stato il primo parlamentare radicale ad assumere la carica di Presidente di una Commissione Permanente della Camera.[6] All'interno della Rosa nel Pugno, Capezzone si differenzia progressivamente dalle posizioni di Marco Pannella e del gruppo socialista, cercando di spostare l'attenzione del soggetto dai diritti civili alle libertà economiche. Pannella gli rimprovera di agire per la propria visibilità personale e di tenere un atteggiamento troppo critico nei confronti del Governo Prodi II cui il partito prende parte.[7][8] Capezzone non si ricandida a segretario di Radicali Italiani, e gli succede Rita Bernardini; il Congresso del partito adotta una mozione Capezzone-Bernardini che impegna i Radicali Italiani a sollecitare il Governo Prodi II a intraprendere le auspicate riforme economico-sociali e per i diritti civili.[9]

Tra i vari progetti di legge di cui è primo firmatario o co-firmatario,[10] risaltano il provvedimento per la concessione di amnistia ed indulto (successivamente è stato approvato il solo indulto)[11] e per il progetto di legge "Sette giorni per aprire un'impresa",[12] volta a snellire le pratiche burocratiche necessarie per l'inizio di un'attività imprenditoriale.[13] Il 25 gennaio 2007 Capezzone avvia uno sciopero della fame[14] per sollecitare gli organi competenti a pronunciarsi in merito ai ricorsi sull'attribuzione di otto seggi contestati al Senato della Repubblica.[15] Lo sciopero, proseguito ininterrottamente per quaranta giorni e a cui hanno progressivamente aderito centinaia di persone,[16] è stato sospeso il 7 marzo 2007, a seguito della decisione della giunta per le elezioni del Senato di procrastinare ulteriormente la soluzione della vicenda.[17]

In seguito alla crisi del Governo Prodi II e al rinvio del governo stesso alle Camere per i relativi voti di fiducia, il 25 febbraio 2007 Capezzone annuncia la propria astensione, contestando l'operato de L'Unione ed aggiungendo che «solo la grande stima umana e politica che ho per Emma Bonino come membro del governo, fa sì che io non mi spinga oltre».[18][19] Successivamente alla sua fuoriuscita dai Radicali Italiani, il 7 novembre 2007 Capezzone si dimette da Presidente della X Commissione permanente della Camera[20] e comunica di lasciare contestualmente il gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno per aderire al Gruppo misto.[21]

I volenterosi e Decidere.net (2007)Edit

Nell'autunno 2006 Capezzone, assieme a vari altri parlamentari (Bruno Tabacci, Nicola Rossi, Paolo Messa e Antonio Polito) organizza la "Tavola dei volenterosi", un network parlamentare trasversale per l'innovazione e le riforme economiche e sociali.[22] Il Manifesto dei Volenterosi, lanciato assieme a diversi intellettuali (Francesco Giavazzi, Alberto Alesina, Franco Debenedetti, Giuliano Da Empoli) presenta un appello per la modernizzazione del paese sulla base dei principi di merito e concorrenza.[23][24] Capezzone diventa inoltre membro del Comitato promotore per i referendum parzialmente abrogativi sulla legge elettorale vigente.[25] Infine, a febbraio 2007 Capezzone annuncia l'astensione sul voto di fiducia al Governo Prodi II.[26]

Le tre mosse politiche mettono Capezzone in rotta con le posizioni di Radicali Italiani[27][28][29] Tra maggio e giugno 2007, a seguito di uno scontro con Pannella,[30][31] Capezzone non partecipa al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani,[32][33] e annuncia la costituzione di un network liberale proprio.[34] La sua partecipazione ai programmi di Radio Radicale viene sospesa.[35]

Nell'estate 2007 Capezzone presenta il network "liberale e liberista" Decidere.net,[36] che organizza per il 15 settembre 2007 una manifestazione sulla riforma delle pensioni a Roma e due settimane dopo un convegno sulle tasse a Milano. Resteranno le uniche vere iniziative legate al network prima della sua dismissione. A novembre Capezzone si dichiara interessato a mettere a disposizione gli obiettivi liberali del network Decidere.net nel futuro progetto de Il Popolo della Libertà.[37]

Portavoce di Forza Italia e del Popolo della Libertà (2008) Edit

Il 9 febbraio 2008 Daniele Capezzone annuncia la sua adesione a Forza Italia,[38] motivandola con l'opposizione alla politica fiscale del governo Prodi II. [39]

Non ricandidato alle elezioni politiche del 2008,[40] il 12 maggio 2008 Capezzone diviene nuovo portavoce del partito[41] e, con la confluenza di questo ne Il Popolo della Libertà, il 9 aprile 2009 viene nominato portavoce del PdL.[42] Prima di ricoprire il ruolo di portavoce di Forza Italia e PdL, Capezzone aveva più volte manifestato considerazioni aspramente critiche nei confronti di Silvio Berlusconi[43][44][45], del Popolo della Libertà e del Vaticano, arrivando a chiedere l'abolizione dei Patti Lateranensi e dell'otto per mille alla Chiesa cattolica[46].

Nell'estate 2010, durante il più aspro scontro tra Berlusconi e Fini, cofondatori del PdL, si schiera dalla parte del Presidente del Consiglio e critica duramente le scelte politiche del Presidente della Camera.[47]

Procedimenti giudiziari Edit

Il 12 febbraio 2010 la Corte Suprema di Cassazione lo ha condannato, in via definitiva, per il reato di diffamazione a mezzo stampa. La Suprema Corte ha respinto il ricorso di Capezzone per una vicenda risalente al novembre 2002, quando ricopriva la carica di segretario dei Radicali Italiani. Attraverso una dichiarazione stampa, questi si era rivolto a Carlo La Speranza, Pubblico ministero nel processo sull'omicidio della studentessa romana Marta Russo, parlando di «comportamenti letteralmente teppistici di alcuni magistrati»[48][49].

Attività giornalistica ed editoriale Edit

Dall'estate del 2001 fino a giugno 2007, ha curato per Radio Radicale la puntata domenicale della rassegna stampa Stampa e regime, oltre a vari spazi di approfondimento e di "Filo diretto" (intervista-conversazione) con gli ascoltatori.[50] Ha spesso collaborato con o firmato editoriali per testate giornalistiche italiane ed estere (fra cui Libero[51] ed il The Washington Times[52]).

Nel 2003 pubblica il suo primo libro, Uno shock radicale per il XXI secolo. Capezzone presenta i contenuti del libro presso l'American Enterprise Institute di Washington nel marzo 2004.[53]

Nel 2004 pubblica il suo secondo libro, Euroghost - Un fantasma s'aggira per l'Europa: l'Europa.[54]

Nel 2006 ha condotto insieme al giornalista-blogger Mario Adinolfi 70in2, un talk-show di attualità politica dedicato alla generazione dei trentenni cresciuti negli anni ottanta. Il programma è andato in onda sulla radio locale romana Radio Città Futura.[55] Nel 2007 tiene la rubrica De Minimis su Nessuno TV[56] nonché all'interno del programma di Rai 2 Confronti, è poi ospite fisso del talk-show calcistico Il Processo di Biscardi e cura la rassegna stampa della domenica su Radio 24.[57] Inoltre dal 20 dicembre 2007 al 15 giugno 2010 ha la direzione politica dell'agenzia di stampa Il Velino.[58][59]

Altre presenze nei media Edit

È apparso nelle vesti di commentatore satirico a Markette (trasmissione televisiva condotta da Piero Chiambretti su LA7) dal 2004 al 2007.[60] Tra le occasioni che hanno contribuito ad accrescere la sua notorietà, la caricatura-imitazione di Neri Marcorè a SuperCiro andata in onda su Italia 1 nel novembre 2004 e riproposta quattro anni dopo nella trasmissione Parla con me, in onda su Rai 3).[61]

Vita privataEdit

File:Franco Grillini e Daniele Capezzone by Stefano Bolognini.JPG

Nel 2006, secondo un'intervista ad Eva 3000 ripresa dal Corriere della Sera, Capezzone avrebbe affermato di essere bisessuale[62], cosa che lo stesso politico, in una successiva intervista a Libero, ha definito «una tempesta in un bicchier d'acqua», aggiungendo che «le mie relazioni sono affar mio»[63]. Tale posizione è stata ribadita nel 2010 in un'ulteriore polemica sulla sua presunta bisessualità, in cui ha riaffermato che questi argomenti «sono questioni private»[64].

Opere Edit

  • (a cura di), Tornare alla Costituzione - Atti provvisori del Convegno "Tornare alla Costituzione" (Roma, Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, Camera dei Deputati, 6 e 7 dicembre 1999), Giappichelli, Torino, 2000, ISBN 88-348-9349-2
  • Uno shock radicale per il XXI secolo, Radicali Italiani, Roma, 2003
  • Euroghost - Un fantasma s'aggira per l'Europa: l'Europa, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2004, ISBN 88-498-0899-2
  • Democrazia istantanea - Velocità e decisione: quello che anche alla sinistra converrebbe imparare da Berlusconi., Rubbettino, 2009, ISBN 88-498-2418-1

Note Edit

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Altri progetti Edit

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Collegamenti esterni Edit

Predecessore Segretario di Radicali Italiani Successore
nessuno 15 luglio 2001 - 5 novembre 2006 Rita Bernardini
Predecessore Portavoce Nazionale di Forza Italia Successore
Elisabetta Gardini 14 marzo 2008 - 28 marzo 2009 -
Predecessore Portavoce del Popolo della Libertà Successore
nessuno 29 marzo 2009 - in carica

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Categoria:Deputati della XV Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Politici del Partito Radicale Categoria:Politici dei Radicali Italiani Categoria:Politici della Rosa nel Pugno Categoria:Politici di Forza Italia Categoria:Politici del Popolo della Libertà Categoria:Deputati della XVII Legislatura della Repubblica Italiana


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