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Movimento Sociale - Fiamma Tricolore
Segretario Luca Romagnoli
Stato [[File:Template:Naz/ITA|Bandiera Template:Naz/ITATemplate:Naz/ITA|border|20px]] [[Template:Naz/ITA|Template:Naz/ITA]]
Fondazione 3 marzo 1995
Sede via Flaminia Vecchia, 732/i - Roma
Ideologia Neofascismo
Socialismo nazionale
Conservatorismo nazionale
Destra sociale Socializzazione
Collocazione Estrema destra[1]
Partito europeo Euronat (2005-2007)
AENM (2009-oggi)
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Organizzazione giovanile Gioventù della Fiamma
Colori Nero
Sito web www.fiammatricolore.com
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Il Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, o più semplicemente Fiamma Tricolore, (MS-FT) è un partito politico della destra radicale italiana fondato il 3 marzo 1995, sotto la guida di Pino Rauti[2][3][4], dai missini che si erano più strenuamente opposti allo scioglimento del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, la cui maggioranza confluì definitivamente in Alleanza Nazionale in concomitanza con la cosiddetta svolta di Fiuggi.

Nel 1995, con Rauti segretario, viene eletto Presidente onorario Manlio Sargenti che resterà in carica fino al 2000.

A seguito di una sentenza del Tribunale civile di Roma del 2003, però, lo stesso Rauti fu espulso dal partito. L'attuale segretario nazionale della Fiamma Tricolore è Luca Romagnoli.

Il partito si è presentato più volte in posizioni di autonomia, ma in alcune circostanze ha collaborato con la coalizione di estrema destra Alternativa Sociale e anche la coalizione di centro-destra Casa delle Libertà.

Gioventù Nazionale è dal 1995 l'organizzazione giovanile del Movimento. Blocco Studentesco è stato il movimento degli studenti delle scuole superiori fino al 2008, quando si è dissociato con l'espulsione di Gianluca Iannone dal partito.

Storia Edit

OriginiEdit

Svolta di Fiuggi è il termine con cui comunemente si indica la direzione impressa da Gianfranco Fini quale segretario e leader al Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale nel congresso del gennaio 1995, dopo che già alcuni dirigenti del partito avevano avviato un'azione "riformatrice" sostenendo l'esigenza di lanciare una nuova "Alleanza Nazionale" che li vedesse insieme i missini con altri Conservatori, come i componenti della destra democristiana. Con essa il partito lasciava di fatto le posizioni di destra radicale per un cammino che lo portasse all'area moderata, liberale e democratica.

Tale svolta non venne condivisa dalla corrente più radicale del partito capeggiata da Pino Rauti, "rivale storico" di Fini all'interno del MSI-DN, da sempre animatore dell'ala "di sinistra" di quel partito del quale arrivò a divenire segretario per un breve periodo nel 1990/'91, e da Giorgio Pisanò.

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I due non parteciparono pertanto alla formazione di AN e daranno invece origine ad un nuovo movimento autonomo, denominato "Movimento Sociale Fiamma Tricolore".

Obiettivo dichiarato quello di "continuare" la storia e le battaglie socialitarie del MSI senza rinnegare parti del proprio passato.

Il partito nasce il 3 marzo 1995, ma la sua prima riunione come Comitati per la continuità del Movimento Sociale Italiano risale al 29 gennaio precedente[5][6]. Tra i parlamentari che aderirono al partito Modesto Mario Della Rosa.

L'organizzazione del partito: Rauti segretario Edit

In occasione delle elezioni politiche del 1996 il partito ottenne, nella quota proporzionale della Camera, lo 0,9%. Al Senato, sfruttando gli effetti di un accordo di desistenza tra il Polo per le Libertà e la Lista Pannella (in base al quale il Polo rinunciava a presentarsi in tre collegi della Sicilia), la Fiamma riuscì ad eleggere un senatore con il recupero proporzionale: Luigi Caruso. Nel corso della XIII legislatura, la Fiamma vide l'adesione di un deputato, Alberto Acierno, che era stato eletto in Forza Italia, sempre in Sicilia.

A novembre dello stesso anno "Fiamma Tricolore" celebra il suo primo congresso nazionale a Chianciano Terme, durante il quale vengono eletti gli organi previsti dallo Statuto e proclamata la continuità ideale e programmatica con il MSI. Pino Rauti venne eletto Segretario Nazionale. Nel luglio 1997 una scissione guidata Tomaso Staiti di Cuddia, Adriano Tilgher, Enzo Erra e Guido Mussolini portò alla fondazione di Fronte Sociale Nazionale.

Grazie anche alla partecipazione agli appuntamenti elettorali amministrativi, organizzò nel frattempo la propria struttura sul territorio nazionale, ottenendo l'elezione di un consigliere regionale e di diversi membri di assemblee elettive locali.

Ciò produsse un aumento dei consensi: alle elezioni europee del 1999, presente in tutte le circoscrizioni elettorali, ottenne l'1,6%, eleggendo un eurodeputato, Roberto Bigliardo, poi deceduto.

La diasporaEdit

Dopo aver inizialmente raccolto le diverse componenti del neofascismo indisponibili a seguire la strada indicata da Gianfranco Fini, la Fiamma Tricolore ha via via progressivamente perso molti pezzi.

Il primo ad andarsene fu Giorgio Pisanò con il suo piccolo gruppo di Fascismo e Libertà; nel settembre del 1997 toccò alla componente di Alternativa Nazional Popolare di Adriano Tilgher e Tomaso Staiti di Cuddia.

Se ne andarono poi Nicola Cucullo, Sindaco di Chieti, Roberto Bigliardo, deputato europeo, Marco Valle e Roberto Jonghi Lavarini di Milano che daranno vita al Movimento Sociale Europeo, favorevole ad uno stabile accordo politico ed elettorale con il centro-destra di Berlusconi.

Durante lo spazio di pochi mesi del 1999, il MSE raccolse un piccolo gruppo di quadri tra i dirigenti del partito di Rauti, tra cui vanno ricordati soprattutto il romano Nicola Cospito, il vicentino Danilo Zongoli, il lucano Fabio Amendolara. Il Corriere della sera scrive che Di Pietro ha sfidato i Poli con Capanna e Bigliardo, cioè con un'Italia dei Valori che tenga insieme l' ex sessantottino Mario Capanna e l' ex fascista Roberto Bigliardo. È la scommessa di Antonio Di Pietro, che ha presentato la sua sfida ai Poli alle politiche e in alcune grandi città. Capanna parla di intesa possibile «Entrambi lottiamo contro il resto del mondo»), Bigliardo di accordo fatto («Con lui e Capanna per difendere lo Stato sociale»)[7]. Il manifesto proposto ora da Rinascita nazionale era già stato diffuso dal MSE, e da molte delle figure coinvolte che avevano sostenuto Bigliardo contro Rauti; in questo senso si può considerare che quel progetto continui sotto altra forma.

Rauti si candidò direttamente a sindaco per le elezioni comunali di Venezia nel 2000, raccogliendo solo l'1,1%, ma dicendosi soddisfatto per la grande mobilitazione di militanti soprattutto giovani, che si erano mossi nel sostenerlo durante la campagna elettorale (Venezia e Mestre erano letteralmente impestate di adesivi della fiamma).

Infine, nel febbraio del 2001, la componente di Nicola Silvestri passò direttamente sotto le insegne del Fronte Nazionale.

Le elezioni del 2001Edit

Il 20 aprile 2000 la Rappresentanza parlamentare del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore, viene ricevuta dal presidente della Repubblica, per le consultazioni per la formazione del nuovo governo [1].

Dopo aver stretto accordi con il centrodestra alle elezioni regionali del 2000, Rauti venne riconfermato segretario dal congresso dell'ottobre 2000. In quella occasione la Fiamma decise di presentare liste autonome per le elezioni politiche del 2001, ma stringendo, di fatto, alcuni accordi di "desistenza" con la Casa delle Libertà che portarono alla riconferma del senatore uscente della Fiamma, Luigi Caruso, che fu eletto nella coalizione della CdL. In base al patto con la CdL, fu anche eletto quello stesso anno nel listino del presidente, in Sicilia, Alberto Acierno, all'Assemblea regionale siciliana.

III Congresso del 2002: Romagnoli segretario e la scissione di Rauti Edit

Il terzo congresso nazionale, quello del febbraio 2002, porta importanti novità. Emerge, infatti, la figura di Luca Romagnoli, che si fa promotore di una linea di rinnovamento del partito. Romagnoli viene eletto segretario nazionale, Rauti viene nominato presidente, in qualità di garante dell'unità del movimento. Acierno invece lascia il partito per un movimento autonomista, Nuova Sicilia.

I contrasti veri e propri tra le due massime cariche del partito si manifestarono a partire dall'ottobre 2003 quando l'intera classe dirigente e i militanti del partito vennero messi a conoscenza del conflitto e invitati ad effettuare una scelta di posizione netta tra le due parti.

Si cercò l'intesa nell'organizzazione di un congresso straordinario per febbraio del 2004. A questo la tesi di Romagnoli si presentò come maggioritaria. Rauti, pertanto, uscì dal partito per fondarne un altro, il Movimento Idea Sociale.

La maggioranza degli iscritti non seguì l'anziano presidente e la Fiamma continuò la sua azione politica: alle elezioni europee del 2004 raccolse lo 0,7% dei voti e conquistò un seggio per il segretario Romagnoli, che divenne eurodeputato.

Dopo le elezioni europee del 2004 il partito lancerà un appello alle altre forze che compognono la variegata "area" della destra radicale.

Regionali 2005 con Alternativa Sociale e Politiche 2006 con CdL Edit

La Fiamma sceglie di collaborare con la coalizione di Alternativa Sociale, guidata da Alessandra Mussolini in occasione delle elezioni regionali del 2005, formata anche da Forza Nuova, Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale.

Tutta l'alleanza dei partiti di estrema destra, però, raggiunse all'incirca l'1% di media nazionale e dimostrò, tra l'altro, l'impossibilità pratica di compattare sotto un'unica sigla realtà differenti.

Il partito riprese quindi la sua autonomia come alternativa al sistema liberal-democratico. Nello stesso periodo, il partito raccoglie l'adesione di un deputato nazionale, Antonio Serena, che abbandonò Alleanza Nazionale.

Ma registra anche l'uscita dal Movimento del Vice-Segretario nazionale, Fabrizio Taranto, del Segretario nazionale del movimento giovanile Gioventù Nazionale Vincenzo Galizia e del Senatore Luigi Caruso che aderirono al MIS di Pino Rauti.

In vista delle elezioni politiche del 2006, la Fiamma raggiunge un accordo con la Casa delle Libertà, deliberato il 28 gennaio 2006: il movimento presenta il suo simbolo e i suoi candidati all'interno della coalizione di centrodestra in tutte le circoscrizioni e le regioni italiane. Il risultato elettorale, però, non premia la Fiamma, che raccoglie 231 000 voti alla Camera (0,6%) e 204 000 al Senato (0,6%), non superando gli sbarramenti previsti dalla legge elettorale e non eleggendo, pertanto, alcun parlamentare.

In occasione del referendum costituzionale del 2006, la Fiamma si schiera sulle posizioni del "No", manifestando il suo dissenso nei confronti della devoluzione e del federalismo ideati precedentemente dalla CdL.

Il 2 dicembre 2006, la Fiamma partecipa - insieme ai partiti della CdL - alla manifestazione nazionale della CdL contro la finanziaria del Governo Prodi II.

Politiche 2008 con La Destra ed Europee 2009 Edit

Dopo lo scioglimento anticipato delle Camere e in seguito alla fondazione del nuovo partito di Francesco Storace (fuoriuscito da AN), denominato La Destra, Romagnoli[8] lancia un appello alla convergenza con la Fiamma Tricolore per presentarsi unitariamente alle elezioni politiche del 2008 con un simbolo denominato La Destra - Fiamma Tricolore, che mette insieme le insegne dei due movimenti. L'accordo tra i due partiti viene raggiunto il 15 febbraio.[9]. L'alleanza tra La Destra storaciana e la Fiamma, a cui ha aderito anche il Fronte Sociale Nazionale, non porta ad eleggere nessuno parlamentare, poiché la lista raggiungerà il 2,4% dei consensi, e quindi non supererà lo sbarramento del 4%.

Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dopo un iniziale avvicinamento a La Destra, al Movimento per le Autonomie e al Partito Pensionati, per una lista comune all'europee, decide di presentarsi da sola dotandosi di un nuovo simbolo dove è presente la scritta Destra Sociale e che somiglia molto al logo di Alleanza Nazionale. Proprio per questo il Ministero degli Interni gli ricusa il simbolo, così Fiamma presenta un logo con il simbolo tradizionale in uno sfondo verde mantenendo la scritta Destra Sociale.[10] Rispetto all'Europee del 2004 la Fiamma ottiene un risultato analogo di voti, ma non supera la clausola di sbarramento del 4% e non ottiene nessuno europarlamentare.

Elezioni Regionali 2010 Edit

In occasione delle elezioni Regionali 2010 la Fiamma Tricolore, per via della legge per le elezioni regionali che impone ai piccoli partiti di raccogliere un certo numero di firme per presentarsi alle elezioni regionali, riesce a presentarsi solo in Piemonte, dove appoggia il candidato Renzo Rabellino, e in Calabria, dove appoggia il candidato del centrodestra Giuseppe Scopelliti. In entrambi i casi, per via dei pochi voti raccolti, non ottiene nessun consigliere regionale

Correnti e movimento giovanile Edit

Il 29 maggio 2010 è stata formalizzata a Vicenza una corrente portata avanti da Piero Puschiavo, già portavoce del Veneto Fronte Skinheads, denominata "Progetto Nazionale", presente prevalentemente in Veneto.

Gioventù della Fiamma Edit

Il Movimento giovanile del partito, è stato Gioventù Nazionale, divenuto nel 2011 "Gioventù della Fiamma", con coordinatore nazionale Denis Scotti, coordinatore Nord Italia Stefano Garzya, coordinatore Centro Italia Simone Sperduto e come coordinatore Sud Italia Francesco Di Luca.[11]

Fusioni e scissioniEdit

+ si unisce
= dà vita
--> si distacca
==> confluisce

FusioniEdit

ScissioniEdit

Valori Edit

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I principali valori sostenuti e difesi possono così elencarsi:

  • Concezione spirituale della vita, non materialistica e nichilistica
  • Identità nazionale e sociale, culture e tradizioni
  • La famiglia
  • Lavoro, massima espressione spirituale umana
  • Equa redistribuzione degli utili ai lavoratori e reale compartecipazione collettiva alla gestione dell'impresa (socializzazione)
  • Semplificazione ed equità fiscale
  • Europa Nazione, forte e unita, intesa innanzitutto come unione di popoli che condividono storia e tradizioni e non semplicemente come una unione di interessi economici sovranazionali
  • Ordine sociale e lotta alla droga

Risultati elettorali Edit

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Congressi nazionali Edit

Segretari Edit

Note Edit

  1. Cite error: Invalid <ref> tag; no text was provided for refs named p.26e-fra
  2. Conferenza stampa di presentazione dell'Msft
  3. RAUTI PRESENTA IL SUO PARTITO 'NIENTE ALLEANZE CON IL POLO'
  4. Msi, è guerra Rauti An per l'eredità del partito
  5. Assemblea dei Comitati per la continuità del Movimento Sociale Italiano
  6. RAUTI BATTAGLIERO 'IL 20% È CON ME'
  7. Di Pietro, sfida anti-Poli con Capanna e Bigliardo
  8. :: Fiamma Tricolore :: Sito ufficiale ::
  9. La Destra e Fiamma Tricolore corrono insieme, dal sito ladestranews.it
  10. Fiamma Tricolore - Sito Ufficiale
  11. Organigramma - Gioventù della Fiamma

Collegamenti esterni Edit

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Categoria:Partiti politici italiani Categoria:Partiti e movimenti del neofascismo

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