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Franco Fiorito

Sindaco di Anagni

Durata mandato 23 aprile 2001 –
3 aprile 2005

Consigliere regionale Regione Lazio
Durata mandato 5 aprile 2005 –
28 marzo 2010

Durata mandato 29 marzo 2010 –
28 settembre 2012

Dati generali
Partito politico Popolo della libertà

[[Categoria:Template:Bio/plurale attività Template:Bio/plurale nazionalità]]Template:Bio/catnatimortiCategoria:BioBot Franco Fiorito (Anagni, 13 luglio 1971) è Template:Bio/articolo[[Template:Bio/link attività|politico]] [[Template:Bio/link nazionalità|italiano]].

Biografia Edit

Figlio di Giuseppe, un dirigente della Winchester di Anagni, e della pittrice Anna Tintori[1], Fiorito compie i suoi studi nel proprio paese natìo e dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo classico Dante Alighieri, inizia a militare tra le fila del MSI[2]. Dopo la Svolta di Fiuggi, Fiorito confluisce in Alleanza Nazionale (AN)[3] e poi, a seguito della Svolta del Predellino, approda nel PdL.

Il 23 aprile 2001 viene eletto Sindaco di Anagni, sua città natale, nonché sua roccaforte elettorale strappandola al centrosinistra che con il Sindaco uscente Bruno Cicconi,anima prima del PCI poi del PDS e dei DS governava la citta da quasi 10 anni con la prima elezione di Cicconi nel 1992 e la riconferma nel 1997. Fiorito guiderà Anagni per 4 anni, quasi un intero mandato elettorale fino al 2005 quando si dimetterà per candidarsi alla Regione.Lascerà la guida della sua citta ad uno dei suoi fedelissimi Carlo Noto proveniente da Forza Italia, Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Sport e Spettacolo e anche alla Sanità, Igiene Pubblica e Pubblica Istruzione durante la Giunta Fiorito che guiderà Anagni prima come Sindaco facente funzioni e poi come Sindaco eletto al ballottaggio con il 51.4% dei consensi nel 2006.[4]. Nel 2004 Fiorito viene eletto consigliere alla Provincia di Frosinone in opposizione al secondo mandato consecutivo del Presidente del centrosinistra Francesco Scalia. Nel 2005 esordisce come consigliere nel Consiglio regionale del Lazio, durante la Giunta di centrosinistra presieduta da Piero Marrazzo.Dal 2009 è coordinatore provinciale del nuovo partito de Il Popolo della Libertà a Frosinone.Alle elezioni del 2010, Fiorito riesce ad ottenere 26.217 voti risultando il consigliere regionale piu votato del Lazio e venendo riconfermato per un'altra legislatura. Benché Fiorito aspiri ad entrare nella Giunta di centrodestra presieduta da Renata Polverini con il ruolo di Assessore regionale all'Agricoltura, l'incarico che gli viene assegnato è quello di Capogruppo del PdL nel Consiglio regionale del Lazio e Presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio. L'Assessorato all'Agricoltura, invece, viene affidato a Francesco Battistoni, ex Forza Italia vicino al Vicepresidente Ue Antonio Tajani e suo rivale politico, il quale, però, dovrà ben presto abbandonare l'incarico che verra affidata ad Angela Birindelli,anche lei proveniente dalla Forza Italia viterbese ma da una corrente del partito rivale a Battistoni a cui invece è affidata la Presidenza della Commissione Agricoltura della Regione Lazio.[5].

Nel 2005 Franco Fiorito risulta condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 3.000 al Comune di Anagni per aver impiegato denaro pubblico per finalità di auto-promozione nel periodo in cui Sindaco della città (2001-2005).[6].

Lo scandalo Edit

Il 18 luglio 2012 il Capogruppo Fiorito manda una missiva all'ufficio della governatrice della regione Lazio Renata Polverini, facendola poi girare tra i rappresentanti del suo partito, in cui denuncia delle anomalie nei "documenti giustificativi delle spese effettuate" di vari consiglieri regionali, che avevano dato loro la possibilità di accedere a rimborsi spese, elargiti tramite denaro pubblico[7]. Parla dei fondi che la Regione Lazio elargiva ai consiglieri (oltre ai 13 mila netti di stipendio mensile)[8].
Il 24 luglio Fiorito viene destituito (con 9 voti su 17) da capogruppo del PdL ed al suo posto viene eletto Battistoni. Quest'ultimo riscontra subito diverse irregolarità nei conti del partito ed incarica due revisori di controllare le carte della gestione Fiorito. Battistoni, avendo notato degli ammanchi ingiustificati, avrebbe poi denunciato Fiorito alle autorità competenti[9].
Agli inizi di settembre viene fuori che Fiorito avrebbe dirottato ingenti quantità di denaro destinato al suo partito e alla Regione sui suoi conti bancari italiani ed esteri. Emerge inoltre una sorta di "sistema" per sfruttare i fondi pubblici, destinati per legge ai vari gruppi consiliari, per fini personali da parte dei singoli consiglieri laziali.
Il 12 settembre Fiorito viene dichiarato indagato per peculato[10]. Nomina quale suo difensore il celebre avvocato Carlo Taormina.
Il 14 settembre, dopo l'acquisizione da parte degli uomini della Guardia di Finanza di vari documenti presso il palazzo della Regione Lazio[11], Fiorito si auto-sospende dal Pdl per avere fatto in due anni, 109 bonifici, dal conto del Pdl al proprio conto corrente, di importi compresi tra 4mila e 8mila euro, per un totale di 753mila euro, riportanti la causale: "Articolo 8 della legge regionale 14/98", cioè quella del "rimborso delle spese sostenute per mantenere il rapporto eletto/elettore[12], configurandosi il reato dell'incaricato di pubblico servizio che sottrae soldi.
Il 18 settembre 2012, la Corte dei Conti quantifica in 21 milioni di euro la torta che si sono suddivisi dodici partiti laziali che hanno partecipato alla competizione per le regionali del 28 e del 29 marzo 2010. Il massimo dei rimborsi è andato alla lista "Renata Polverini presidente" con 2,3 milioni[13].
Il 24 settembre 2012, a seguito del clamore mediatico e dell'indignazione popolare dovuti allo scandalo, Renata Polverini è costretta alle dimissioni[14]. Nello stesso giorno intanto, Fiorito viene nuovamente interrogato come testimone nel Palazzo di Giustizia di Viterbo dai procuratori romani Alberto Caperna ed Alberto Pioletti titolari dell'inchiesta, per dare spiegazioni in merito alla falsificazione di alcune fatture sospette e gonfiate, denunciate da due società, rimborsate al nemico ed ultimo in ordine cronologico capogruppo Pdl, Francesco Battistoni il quale presenterà un esposto di denuncia in Procura per diffamazione. Inoltre nel medesimo giorno, vengono forniti nuovi particolari sui soldi utilizzati dalla lista "Renata Polverini presidente": oltre 886.000 euro utilizzati per la comunicazione, 110.000 euro per convegni mai organizzati e per i suoi collaboratori, la cifra di 378.000 euro[15].

Il 28 settembre 2012 indagati anche gli amici e parenti di Fiorito[16], per assegni con addebiti inspiegabili, si configura il reato di associazione per delinquere[17], mentre lo scandalo sui fondi rubati dai Consigli Regionali del PDL si allarga ad altre regioni, Piemonte, Emilia Romagna[18].

Nella mattinata del 1 ottobre 2012 viene nuovamente interrogato dai magistrati della Procura di Viterbo ed iscritto nel registro degli indagati anche per i reati di calunnia e falso aggravando così ulteriormente la sua posizione, avendo contraffatto secondo l'accusa diverse fatture che il capogruppo Pdl Battistoni, aveva presentato per ottenere rimborsi. Sarebbero anche indagati i coordinatori regionali dello stesso partito, fra cui figurerebbe il vicesegretario ed europarlamentare Alfredo Pallone.[19] Il 2 ottobre 2012 viene arrestato per ordine della procura di Roma, è stato accusato di peculato per aver utilizzato i fondi del partito per uso personale; avrebbe tentato, secondo le motivazioni del GIP che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, il pericolo di fuga, l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato.[20][21] Il 4 ottobre 2012 il GIP di Roma Stefano Aprile titolare delle indagini, dispone tramite decreto il sequestro preventivo degli interi beni posseduti del valore di un milione e 380 mila euro, riconducibili all'illecita attività di sottrazione dei fondi del gruppo Pdl alla Regione Lazio compiuta dallo stesso Fiorito. Tra i beni sottratti ritenute dal GIP come prove molto concrete figurano la villa al Circeo, una BMW comprata per oltre 88.000 euro e pagata in leasing, la Smart ed una jeep della Land Rover, comprata nel febbraio 2012 per far fronte all'emergenza neve che sconvolse la capitale in quel periodo[22][23]. Inoltre vengono sequestrati sette conti correnti italiani e 4 posseduti all'estero e viene anche scoperto un vasto patrimonio immobiliare fatto di 14 abitazioni e ville, sparse tra Roma (di cui una lasciata inabitata e da ristrutturare nella famosa Via Margutta[24]), Anagni, Costa Azzurra e Tenerife, alcune di queste lasciate in eredità dopo la morte del padre di Fiorito.[25] Il 5 ottobre per tutelare la sua salute al meglio, i medici del carcere di Regina Coeli dove si trova in cella d'isolamento e sotto stretta sorveglianza, gli hanno sconsigliato e proibito il consumo di merendine e bevande dolci durante il periodo di detenzione, perché potrebbero nuocere gravemente alla sua incolumità fisica.

L'8 ottobre viene respinta dal GIP Stefano Aprile, l'istanza di scarcerazione presentata dal suo legale difensore Carlo Taormina, nonostante l'ex capogruppo Pdl continui a proclamarsi innocente ed estraneo ad ogni fatto contestato a suo carico, proclamando che quel denaro era suo, destinato a sole finalità politiche e che sarebbe stato rendicontato[26]. Le motivazioni emesse dal giudice con cui ha negato la revoca nel provvedimento sono chiare: il Fiorito si è appropriato di ingenti somme di denaro in un "assordante silenzio dei soggetti deputati a vigilare sull'uso di risorse pubbliche"; inoltre, "è in grado di esercitare la già sperimentata influenza illecita su persone e strutture, con cui potrebbe fuggire all'estero dove ha proprietà e conoscenze". Tuttavia nell'ordinanza viene specificato che Fiorito "ha commesso i fatti in modo preordinato, scientifico e reiterato, circondandosi di correi e persone compiacenti in grado di fungere da bracci operativi delle azioni illecite disposte ed architettate da lui stesso, nonché da schermo delle medesime e, all'occorrenza, in grado di sottrarre e custodire la documentazione da cui emergono le responsabilità dell'indagato"[27].

Per il 9 ottobre il Tribunale del riesame si riserva sulla decisione definitiva da prendere su questa vicenda; nello stesso giorno, la Procura della Repubblica della capitale e nuove perquisizioni attuate dalla GdF, scovano e spulciano nuovi particolari che vengono segnalati sui fondi pubblici utilizzati ad uso personale, in cui vengono contestate ulteriori appropriazioni di denaro per l'acquisto di alcuni lampadari del valore di 400 euro ciascuno, destinati alla sua abitazione nel quartiere Parioli e di viaggi, rientranti nella causale come "istituzionali" ma che invece non avevano nulla a che fare con ciò, compiuti a Londra, Parigi e in Costa Azzurra, oltre a soggiorni da sogno pagati 1.000 euro e fatti assieme alla sua ex fidanzata Samantha Reali presso Positano, soggiornando spesso in alberghi di lusso e tra i più rinomati della zona[28]. Il 10 ottobre, lo stesso tribunale respinge ufficialmente l'istanza presentata dai suoi difensori, confermando così il carcere per Fiorito e dunque, la decisione presa pochi giorni prima dal GIP Stefano Aprile. Dopo nemmeno due settimane il 22 ottobre, il Tribunale del riesame respinge nuovamente l'istanza di scarcerazione presentata pochi giorni prima dai legali difensori per la seconda volta, ribadendo così le medesime motivazioni stabilite nell'ordinanza fatta dal GIP, lo scorso 8 ottobre.[29]

CuriositàEdit

  • Fiorito,come da tradizione ciociara, vanta numerosi soprannomi. È colloquialmente noto come Francone[4], a causa della sua mole poderosa e imponente (191 cm x 180 kg)[5], come Er Federale, a causa dei suoi trascorsi missini. Da giovane venne soprannominato Er Turco per il suo aspetto "da sultano". Lo pseudonimo, però, con cui risulta, anche a causa della stampa, più conosciuto è Er Batman. Il politico anagnino sarebbe stato scherzosamente chiamato così dopo un incidente "motociclistico": Fiorito, infatti, sorretto da quattro amici, avrebbe cercato di partire con una rampante Harley-Davidson. Tuttavia, al momento dell'accensione, non sarebbe riuscito ad ingranare la prima e sarebbe rumorosamente caduto di fianco, imprecando[30].
  • Nel tardo pomeriggio del 30 aprile 1993, all'indomani della mancata autorizzazione a procedere da parte della Camera dei deputati per il suo arresto, lo stesso Fiorito si presentò davanti all'Hotel Raphael a Roma, per partecipare assieme ad altri militanti del Movimento dei Giovani Missini di cui faceva parte, al famoso lancio delle monetine e di altri oggetti e insulti contro il leader del PSI Bettino Craxi, nell'hotel che l'ospitò come sua residenza politica romana: episodio questo che divenne l'emblema di Tangentopoli e della fine politica dell'allora leader socialista. Portava inoltre, a fianco dei suoi compagni di partito, una maglietta in cui era scritto: "Arrendetevi, siete circondati!" e rivolta all'intera classe dirigente dell'epoca ma vent'anni dopo, per la spietata legge del contrappasso è finito anch'esso nella brutta storia del finanziamento pubblico ai partiti, avendo utilizzato illegittimamente i fondi del PDL per feste e spese personali. Tale notizia è stata rivelata dal TG LA7 nell'edizione serale delle ore 20:00 del 25 settembre 2012 condotta dal direttore Enrico Mentana, dopo la confessione fatta dallo stesso Fiorito come ospite, già nella puntata del 23 settembre della trasmissione In onda[31].
  • Il suo slogan elettorale era: "Il futuro è Fiorito"[32], un gioco di parole con il cognome del politico e l'aggettivo.
  • È stato fidanzato per sei anni con la ciociara Samantha Reali, detta Sissi, assunta in regione per sei mesi a 2000 € al mese, con la quale avrebbe passato delle vacanze extra lusso a spese dei contribuenti[33]. La stessa Reali, ha ammesso inoltre il 1 ottobre durante un interrogatorio di aver ricevuto 3 bonifici (che però si riveleranno esserne stati fatti 4) dal suo ex fidanzato per una "non meglio e precisata attività svolta" durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010 del valore di 7.000 euro, dei quali però non ne conosceva la provenienza. Con Fiorito ha anche trascorso due settimane in Costa Smeralda per una spesa di 30.000 euro complessivi, ferie sempre pagati coi soldi del partito[34].

Collegamenti esterni Edit

Predecessore Sindaco di Anagni Successore 30x30px
Bruno Cicconi 23 aprile 2001 - 3 aprile 2005 Carlo Noto
Categoria:Sindaci italiani

NoteEdit

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