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Franco Frattini
Franco Frattini on April 6, 2011


Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 8 maggio 2008 –
17 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Massimo D'Alema
Successore Giulio Terzi di Sant'Agata

Durata mandato 14 novembre 2002 –
18 novembre 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Silvio Berlusconi
Successore Gianfranco Fini

Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza
Vicepresidente della Commissione europea
Durata mandato 22 novembre 2004 –
8 maggio 2008
Presidente José Manuel Barroso
Predecessore António Vitorino (Giustizia ed Affari Interni)
Successore Jacques Barrot

Ministro per la Funzione Pubblica
Durata mandato 11 giugno 2001 –
12 novembre 2002
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Franco Bassanini
Successore Luigi Mazzella

Ministro per gli Affari Regionali
Durata mandato 17 gennaio 1995 –
17 maggio 1996
Presidente Lamberto Dini
Predecessore Giuliano Urbani
Successore Franco Bassanini

Presidente del COPACO
Durata mandato 17 maggio 1996 –
6 giugno 2001
Predecessore Rodolfo Gill
Successore Enzo Bianco

Dati generali
Partito politico PDL
on. Franco Frattini
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita 14 marzo 1957
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Consigliere di stato, Politico
Partito Popolo della Libertà
Legislatura XIII, XIV, XVI
Gruppo Popolo della Libertà
Coalizione con Lega Nord e MpA
Circoscrizione IX (Friuli-Venezia Giulia)
Incarichi parlamentari

XIII Legislatura

  • Presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato
  • Segretario del Comitato per la legislazione (dal 1 luglio 1999)
  • Membro della I Commissione permanente (Affari costituzionali) (dal 28 luglio 1998)
  • Membro della Commissione speciale per l'esame dei progetti di legge recanti misure per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di corruzione
  • Membro della Commissione parlamentare consultiva in ordine alla attuazione della riforma amministrativa (dal 26 maggio 1997)
  • Membro della Commissione speciale per l'esame della relazione sul programma di riordino delle norme legislative e regolamentari
  • Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle responsabilità relative alla tragedia del Cermis

XIV Legislatura

  • Membro della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) (fino al 22 novembre 2004)

XVI Legislatura

Pagina istituzionale

[[Categoria:Template:Bio/plurale attività Template:Bio/plurale nazionalità]]Template:Bio/catnatimortiCategoria:BioBot Franco Frattini (Roma, 14 marzo 1957) è Template:Bio/articolo[[Template:Bio/link attività|politico]] [[Template:Bio/link nazionalità|italiano]]. Già ministro dal 1994 al 1996 nei governi Berlusconi I e Dini, è stato Ministro degli Affari Esteri nel governo Berlusconi II dal 2002 al 2004, Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza dal 2004 al 2008, nuovamente Ministro degli Affari Esteri nel governo Berlusconi IV, dal 2008 al 2011.

Studi e carriera giuridica Edit

Frattini ha frequentato il liceo classico Giulio Cesare a Roma e si è laureato in giurisprudenza nel 1979.[1]

Dal 1984 è stato avvocato dello Stato, quindi magistrato del TAR Piemonte. Nel 1986 è stato nominato Consigliere di Stato e consigliere giuridico del Ministro del Tesoro.

Carriera politica Edit

Secondo Riccardo Barenghi, già direttore del Manifesto, Frattini avrebbe iniziato la sua attività politica, fra gli anni '70 e '80, collaborando con il gruppo comunista extraparlamentare che faceva capo al giornale[2]. Tale ricostruzione, tuttavia, è stata successivamente smentita dallo stesso quotidiano[3].

Nel Partito Socialista Edit

Frattini è stato segretario della FGSITemplate:Citazione necessaria e membro del Partito Socialista Italiano[4]. Nel 1990 e 1991 ha lavorato come consigliere giuridico del vicepresidente del consiglio Claudio Martelli (PSI) nel governo Andreotti VI.[1]

Ministro degli Affari regionali (1994-96) Edit

Segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Berlusconi I.

È stato ministro degli Affari regionali del successivo governo Dini.

Deputato di Forza Italia (1996-2001) Edit

Nel 1996 si candida alle elezioni politiche con il Polo per le Libertà, nella lista di Forza Italia. Viene eletto al collegio di Bolzano-Laives.

Dal 1996 al 2001 è presidente del comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti (COPACO) eletto con voto unanime di maggioranza e opposizioneTemplate:Citazione necessaria.

Dal novembre 1997 all'agosto 2000 è stato Consigliere comunale a Roma[1].

Deputato e Ministro degli Esteri (2001-2004) Edit

Template:Vedi anche Nel 2001 si era candidato alla Camera nel collegio di Bolzano: sostenuto dalla Casa delle Libertà, ottenne il 42,0% dei voti e venne sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Gianclaudio Bressa. Venne ripescato nel collegio proporzionale del Veneto 2, restando deputato dal maggio 2001 al novembre 2004[1]

Dal 2001 prende parte al governo Berlusconi II in qualità di Ministro della Funzione pubblica.

Dal 14 novembre 2002 al 18 novembre 2004 è stato Ministro degli Affari esteri: la nomina di Frattini segue l'interim di dieci mesi di Berlusconi stesso, a seguito delle dimissioni di Renato Ruggiero in contrasto con la linea internazionale del governo.

Il 13 luglio 2004 il Parlamento Italiano vara la Legge n. 215/2004, recante "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi" (legge Frattini). Tale legge riceveva in seguito le dure critiche della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa sulla sua compatibilità con gli standard internazionali in materia di libertà di espressione e pluralismo dei mezzi di comunicazione[5].

Commissario Europeo (2004-2008) Edit

Con la crisi di maggioranza del 2004 e il varo dell'esecutivo Berlusconi III, Frattini perde il posto di ministro degli Esteri a favore di Gianfranco Fini.

Nel novembre 2004, subentra a Rocco Buttiglione come Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza della Commissione Barroso I. La candidatura di Buttiglione era stata bocciata dal Parlamento Europeo. La nomina di Frattini sollevò le perplessità dalla liberaldemocratica britannica Sarah Ludford, dovute ad accuse di appartenenza alla massoneria, sollevate da Buttiglione stesso verso Frattini e da questi smentite.[6] Frattini acquisisce inoltre uno dei cinque posti da vicepresidente della Commissione europea.

Nella dichiarazione dei redditi 2007 il suo imponibile italiano è risultato zero giacché il suo reddito di Commissario europeo era tassato a Bruxelles.[7].

Controversia sugli effetti della facilitazione dei visti con la Russia Edit

Come commissario europeo si è fatto promotore d'un accordo intitolato “di facilitazione dei visti tra Comunità Europea e Federazione Russa” (2007/340/CE: Decisione del Consiglio, del 19 aprile 2007), che ha tuttavia provocato l'espulsione di innumerevoli cittadini europei domiciliati da lungo tempo in Russia[8] sulla base di visti annuali, che per via dell'introduzione da parte dell'accordo d'un limite di permanenza sul territorio di massimo 90 giorni su 180 si videro costretti ad abbandonare il Paese, non potendo più risiedere in loco sulla base di visti annuali illimitati come invece avveniva in passato. L'articolo 5 della legge della Federazione Russa 25/7/2002 n.115, prevede infatti il limite di 90 giorni di permanenza solo a chi non è soggetto al regime di visti, ma l'accordo stilato da Frattini estende tale limite a tutti i cittadini dell'Unione[9].

Dichiarazioni e prese di posizione Edit

Intervistato da Reuters nel 2007, ha dichiarato la sua intenzione di indagare possibilità tecniche per mettere in atto il monitoraggio su internet di "parole pericolose" come "bombe", "uccidere", "genocidio" e "terrorismo". Il progetto non si è concretizzato[10][11].

La sua proposta di istituire un sistema di registrazione centralizzato di elementi sospetti nel traffico telefonico, per le indagini sul terrorismo internazionale, è stata approvata dalla Commissione Europea, dal Parlamento e dal consiglio europeo, ed è quindi entrata in vigore come direttiva europeaTemplate:Citazione necessaria.

Nel 2007 Frattini è stato censurato dal Parlamento Europeo per le sue esternazioni contro la libertà di movimento delle persone nella UE. Nell'intervista rilasciata e pubblicata il 2 novembre 2007 Frattini sottolineava che per rispondere al problema sicurezza Template:Quote La mozione di censura, presentata dalla sinistra europea, è stata votata a larga maggioranza: 306 sì, 86 no e 37 astenuti. Il paragrafo riguardante le dichiarazioni di Frattini è stato approvato con 290 sì, 220 no e 21 astenuti.[12].

Dimissioni e altri incarichi Edit

Nel 2008 Frattini si è dimesso dall'incarico di commissario europeo per prender parte al governo Berlusconi IV come ministro degli Esteri. Il ruolo di commissario europeo per l'Italia è stato quindi assegnato ad Antonio Tajani, con delega ai Trasporti anziché alla giustizia[13][14].

Durante il suo termine come commissario europeo, è stato anche delegato dal Presidente del Consiglio al coordinamento degli interventi del governo per lo svolgimento delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006[1]

Ministro degli Esteri (2008-2011) Edit

File:G8 Foreign Ministers meeting member 20110314.jpg

Alle elezioni del 2008 Frattini è stato candidato del Popolo delle Libertà nel collegio del Friuli-Venezia Giulia ed eletto alla Camera dei Deputati.

Dal 2008 al 2011 Frattini è tornato Ministro degli Affari esteri del governo Berlusconi IV, come già tra 2002 e 2004.

Nell'ottobre 2009 gli è stato conferito presso la Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.

Ruolo nelle relazioni italo-libiche e controversia sui respingimenti in alto mare Edit

Durante la prima estate del suo ministero è stato firmato il Trattato di amicizia tra Italia e Libia; con tale trattato, la Libia di Gheddafi acconsente a riprendere i barconi di migranti sub-sahariani partiti dalle coste libiche verso l'Italia. La cooperazione tra le due guardie costiere si avvia nel maggio 2009, con le proteste dei gruppi internazionali per la protezione dei diritti dell'uomo, che criticano la consegna dei migranti - inclusi potenziali richiedenti asilo - alla Libia, che non ha ratificato la convenzione ONU sui rifugiati; la politica è in seguito sospesa ma non ripudiata officialmente. Frattini ha sostenuto apertamente la politica dei respingimenti, contraria al principio di diritto internazionale umanitario del non refoulement,[15] qualificandola come "doverosa applicazione delle regole europee",[16] e criticando come "indegno" il rapporto 2010 di Amnesty International che evidenziava la criticità di tale politica alla luce del diritto internazionale ed europeo.[17] Nel settembre 2010, in occasione della seconda visita di Gheddafi a Roma, Frattini dichiarava "Abbiamo bloccato la tratta dei clandestini", nonostante le cifre mostrassero la continuità dei flussi migratori, e nonostante si trattasse per la maggior parte di persone aventi diritto a forme di protezione internazionale.[18] Nel febbraio 2011, nel quadro mutato dalle rivolte della primavera araba, Frattini sosteneva di voler "mobilitare i Paesi del Mediterraneo" e dell'Ue, attraverso l'agenzia Frontex, per pattugliamenti e respingimenti.[19] Ancora nell'agosto 2011, un barcone con oltre 100 migranti, intercettato in mare, viene trasferito alle autorità tunisine, tra le critiche di NGO e UNHCR. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nel caso Hirsi v. Italia giudicato il 23 febbraio 2012, ha condannato l'Italia per mancato rispetto della Convenzione, in particolare per quanto riguarda l'articolo 3 (divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti) e l'articolo 4 del protocollo IV (divieto di espulsioni collettive); nel caso in specie, 200 migranti somali ed eritrei erano stati respinti in Libia, senza aver possibilità di porre domanda di asilo politico.[20]

Ruolo durante le crisi internazionali Edit

Durante l'invasione russa della Georgia nell'estate 2008, Frattini è in vacanza alle Maldive. La rappresentanza dell'Italia durante le riunioni d'urgenza dei ministri degli esteri dell'Unione Europea viene assicurata dal sottosegretario Vincenzo Scotti[21].

L'ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli, informava Washington, in un cablogramma riservato divulgato da Wikileaks, di come Berlusconi “rifiuta costantemente i consigli strategici del suo ministro degli esteri, demoralizzato, privo di risorse e sempre più irrilevante”. La debolezza di Frattini veniva rilevata dagli Stati Uniti particolarmente riguardo alle relazioni italo-russe.[22].

A fine dicembre 2008, durante l'attacco di Israele a Gaza (Operazione Piombo fuso), Frattini è di nuovo in vacanza. L'intervista di Frattini al TG1 in tuta da sci solleva polemiche per l'abbigliamento inappropriato e irrispettoso[23]. Frattini risponde via Facebook[24].

Dichiarazioni e prese di posizione Edit

Nel marzo 2009 Frattini ha condannato la Conferenza mondiale contro il razzismo del 2009 dell'ONU, definendo non accettabile il documento proposto, contenente le posizioni anti-israeliane emerse nella conferenza del 2001, che qualificavano il Sionismo come una forma di razzismo[25].

Si è in seguito espresso contro il multiculturalismo[26], ma a favore del diritto di voto amministrativo per gli immigrati regolari[27], e ha richiesto una politica europea di accoglienza degli immigrati clandestini[28].

Nel novembre 2009 ha definito «suggestiva» la proposta di Roberto Castelli per un emendamento costituzionale che inserisse una croce all'interno della bandiera italiana: «Noi per ora vogliamo difendere il diritto a tenere il crocifisso nelle nostre classi, poi vediamo se si può fare di più». «Ci sono nove Paesi europei che hanno il crocifisso nella loro bandiera, è una proposta assolutamente normale»[29].

Il 22 ottobre 2010 dichiara all'Osservatore Romano che l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam dovrebbero allearsi per contrastare l'ateismo, da lui definito, nella stessa intervista, un "fenomeno perverso" al pari dell'estremismo[30]. Tali dichiarazioni hanno causato le critiche da parte di numerosi commentatori e soprattutto dell'UAAR, che ne ha chiesto le dimissioni[31].

Nel novembre 2010 ha definito le rivelazioni di Wikileaks come "l'11 settembre della diplomazia mondiale"[32] e ha affermato che Julian Assange "vuole distruggere il mondo"[33].

Valutazioni accademiche della politica estera italiana sotto il governo Berlusconi IV Edit

La reazione della diplomazia italiana, guidata da Frattini, alle rivolte della primavera araba e alla guerra civile libica è stata definita come "reattiva" e "velleitaria" dal rapporto ISPI-IAI 2012 curato da Alessandro Colombo e Ettore Greco.[34]. Così come gli altri paesi occidentali, l'Italia è stata colta totalmente alla sprovvista dalle rivolte arabe, e dopo un primo momento di smarrimento ha cercato di inquadrare il fenomeno nel discorso rassicurante della democratizzazione, rinfrancata dall'assenza di simboli islamisti o di slogan anti-occidentali. E se le esitazioni iniziali e il brusco voltafaccia al regime di Gheddafi possono costituire un elemento in comune con l'operato di altri paesi, tuttavia l'Italia è l'unico attore internazionale che ha cercato a lungo di "aggrapparsi ad un proprio ruolo immaginario di mediatore", di cui tuttavia mancava tanto del potere quanto dell'autorità necessaria.[34] Con l'evolversi del conflitto, Frattini e la diplomazia italiana hanno fatto ricorso alla "solita opzione di accodarsi agli alleati più forti", facilitati in ciò dalla "diluizione dell'unilateralismo franco-britannico nel quadro multilaterale della Nato" e dalla garanzia della partecipazione americana.[34]

Per quanto riguarda la politica europea, secondo Colombo e Greco, la capacità di reazione del governo Berlusconi IV si è dimostrata "del tutto insufficiente", in assenza di una strategia coerente di lungo termine e vulnerabile alle divisioni interne della maggioranza e ad una "persistente sottovalutazione dei rischi". Secondo Colombo e Greco, l'atteggiamento del governo Berlusconi IV sull'UE è stato "particolarmente erratico", additando di volta in volta l'Unione come vincolo esterno inderogabile, causa dei mali nazionali, o unica fonte di salvezza. Tale volubilità ha condotto a proiettare in Europa un'immagine di un'Italia inaffidabile.[34] Frattini e la diplomazia italiana hanno, inoltre, perso l'iniziativa nel proporsi in Europa come motore o co-protagonista di coalizioni pro-integrazione, occupandosi di Europa solo in maniera "occasionale e distratta", e facendo sì che anche importanti relazioni bilaterali (con la Russia e la Turchia, ad esempio) prescindessero dal contesto internazionale ed europeo, secondo una politica di "piccolo cabotaggio". Tutto ciò, accoppiato con l'inclinazione del duo Merkel-Sarkozy a lasciar fuori altri attori, ha condotto all'esclusione dell'Italia dalle principali iniziative di politica europea.[34] Tale deficit di attenzione all'Unione Europea, scaturito in un isolamento crescente, ha avuto risvolti anche in altri settori della politica estera: le difficoltà nei rapporti con gli Stati Uniti, ad esempio, sono ricondotte alla diffusa percezione oltreoceano di una crescente marginalizzazione dell'Italia nel contesto europeo.[34]

Incarichi successivi Edit

Dal 2011 è presidente della Fondazione Alcide De Gasperi.

Dal 2012 è presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI), ente morale a carattere internazionalistico, operante sotto la vigilanza del Ministero degli Affari Esteri. Frattini è il primo politico a ricoprire un incarico finora riservato a diplomatici ed accademici di altissimo livello.

OnorificenzeEdit

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Note Edit

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Voci correlate Edit

Altri progetti Edit

Collegamenti esterni Edit

Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore 30x30px
Silvio Berlusconi
ad interim
2002 - 2004
(Governo Berlusconi II)
Gianfranco Fini I
Massimo D'Alema 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011
(Governo Berlusconi IV)
Giulio Terzi di Sant'Agata II
Predecessore Ministro per gli Affari Regionali Successore
Giuliano Urbani 17 gennaio 1995 - 17 maggio 1996 Franco Bassanini
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António Vitorino 22 novembre 2004 - 8 maggio 2008 Jacques Barrot
Predecessore Commissario europeo
dell'Italia
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Romano Prodi
Mario Monti
22 novembre 2004 - 8 maggio 2008 Antonio Tajani

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