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Mario Monti

Mario Monti


Presidente del Consiglio dei Ministri
In carica
Inizio mandato 16 novembre 2011
Presidente Giorgio Napolitano
Predecessore Silvio Berlusconi
Successore Enrico Letta

Ministro dell'Economia e delle Finanze
Durata mandato 16 novembre 2011 –
11 luglio 2012
Presidente Mario Monti
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Vittorio Grilli

Commissario europeo per la concorrenza
Durata mandato 15 settembre 1999 –
30 ottobre 2004
Presidente Romano Prodi
Predecessore Karel van Miert
Successore Neelie Kroes

Commissario europeo per il mercato interno
Durata mandato 18 gennaio 1995 –
15 marzo 1999
Presidente Jacques Santer
Predecessore Raniero Vanni d'Archirafi (Questioni istituzionali, Imprese e Mercato Interno)
Successore Frits Bolkestein (Mercato interno, fiscalità e unione doganale)

Dati generali
Firma Firma di Mario Monti
sen. Mario Monti
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Varese
Data nascita Template:Calcola età
Titolo di studio Laurea in Economia
Professione Professore ordinario di Economia Politica
Legislatura XVI
Gruppo Gruppo Misto
Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 9 novembre 2011

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È senatore a vita dal 9 novembre 2011[1], e dal successivo 16 novembre assume, per la prima volta, l'incarico di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e allo stesso tempo di Ministro dell'Economia e delle Finanze dello stesso governo[2]. Lascia successivamente l'incarico di Ministro dell'Economia e delle Finanze a Vittorio Grilli l'11 luglio 2012[3][4].

Mario-monti 1996

Presidente dell'Università Bocconi dal 1994, Monti è stato commissario europeo per il Mercato Interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer; sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004.

Biografia Edit

Attività accademica ed amministrativaEdit

Mario Monti si diploma all'Istituto Leone XIII di Milano. Nel 1965 consegue la laurea in economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e trascorre un anno all'Università di Yale (Stati Uniti), con una borsa di studio[5], avendo come professore James Tobin, Premio Nobel per l'economia nel 1981[6]. Nel 1969 è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Trento.

Dal 1970 è docente presso l'Università degli Studi di Torino[7], che lascia nel 1985 per diventare professore di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di Economia Politica e dove, dal 1985 al 1995, è anche direttore del Giornale degli economisti e Annali di economia.

Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari: è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982) e membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987). Nel 1988 viene nominato dal Governo De Mita e dal Ministro del Tesoro Giuliano Amato membro del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989)[8][9].

Nel medesimo 1988 viene designato come membro del consiglio di amministrazione della Fiat Auto S.p.A. e della Banca Commerciale Italiana[10][11].

Sempre alla Bocconi assume la carica di rettore (1989-1994) e successivamente quella di presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini. Dal novembre 2011, a seguito della nomina alla Presidenza del Consiglio, ha richiesto la sospensione temporanea, tra le altre, anche dalla carica di presidente dell'Università, carica che, nelle more, è stata ricoperta dal professor Luigi Guatri[12].

Commissario Europeo Edit

Mario monti 2004

Monti, allora rettore della Bocconi, è indicato come candidato italiano per la nomina a commissario europeo nel 1994 dal governo Berlusconi I, assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale.

Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione e amministrazione da parte di alcuni commissari ma non coinvolge Mario Monti[13].

Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Romano Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust.

Nel 2010, su incarico del presidente della Commissione europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure considerate necessarie per il completamento del mercato unico europeo[14].

Attività scientifica Edit

Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein.

Monti ricopre la carica di presidente dell'Università Bocconi, incarico dal quale si è autosospeso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio[15].

Mario-monti

Collaborazioni con organismi internazionali Edit

È stato, tra il 2005 e il 2008, il primo presidente del Bruegel[16], un comitato di analisi delle politiche economiche (think-tank), nato a Bruxelles nel 2005.

Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller[17] e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg[18]. Da questi incarichi si è dimesso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio[15].

Tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute[19][20], presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen.

È stato inoltre advisor della Coca Cola Company[20], membro del "Senior European Advisory Council" di Moody's[21] ed è uno dei presidenti del "Business and Economics Advisors Group" dell'Atlantic Council[22].

È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni.

La nomina a senatore a vita Edit

Il 9 novembre 2011 è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale[23][24].

Presidente del Consiglio dei ministri Edit

Template:Vedi anche Il 13 novembre 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve da Napolitano l'incarico per la formazione di un nuovo governo, accettandolo con riserva[25]. Il 16 novembre scioglie la riserva e propone al Presidente della Repubblica la lista dei Ministri per la nomina, priva di personalità politiche[26]. Oltre alla carica di Presidente del Consiglio, Monti ha ricoperto anche quella di Ministro dell'Economia e delle Finanze ad interim da novembre 2011 a luglio 2012.

File:Monti Cabinet with Giorgio Napolitano.jpg

Nel pomeriggio del 16 novembre 2011, alle ore 17 circa, in ossequio all'articolo 93 Cost., Mario Monti ha prestato giuramento con i Ministri incaricati presso il Quirinale nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[27].

Il successivo 4 dicembre viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni. Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale. Il dl è stato approvato rispettivamente dalla Camera e dal Senato il successivo 16 e 22 dicembre.

Il 16 aprile 2012 Christine Lagarde, il direttore del Fondo monetario, elogia gli sforzi del Governo Monti in materia di interventi strutturali e di risanamento dei conti pubblici, ma chiede che «la riforma del mercato del lavoro affronti l'incertezza sui licenziamenti, in modo che le imprese e i datori di lavoro possano sentirsi più fiduciosi al momento di assumere»[28].

Nel vertice europeo del 28 e 29 giugno 2012 la forte determinazione, tra gli altri, di Monti porta all'adozione del cosiddetto scudo anti-spread (misura che prevede l'intervento dell'European Financial Stability Facility per moderare le oscillazioni dello spread tra i titoli del debito pubblico degli stati membri)[29].

Idee e iniziative politiche Edit

In economia Monti sostiene il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici[30].

Si è espresso a favore delle riforme portate avanti, nei rispettivi campi, dal Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dall'amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne[31]. Di Silvio Berlusconi ha criticato il magnetismo comunicativo con cui è riuscito ad alimentare, in moltissimi italiani, un sogno sul presente[31].

Il 15 settembre 2010 Monti ha dato il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione Europea. Assieme a lui, hanno dichiarato il proprio supporto Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok.

Vita privataEdit

È sposato dal 1970 con Elsa Antonioli[32] (nata il 22 ottobre 1944), volontaria della Croce Rossa Italiana[33], da cui ha avuto due figli[34] e tre nipoti nati dal 2003.

Opere Edit

  • Problemi di economia monetaria, a cura di, Milano, Etas Kompass, 1969.
  • Gli obiettivi delle banche, i tassi di interesse e la politica monetaria, Milano, Tamburini, 1970.
  • Analisi degli effetti monetari e finanziari delle politiche di bilancio regionale e locali. Un rapporto metodologico, Milano, Tamburini, 1974.
  • Per un'analisi mensile della politica monetaria e finanziaria italiana, Milano, O. Capriolo, 1974.
  • Ricerca sul sistema creditizio, I, Quadro generale, con Tommaso Padoa-Schioppa, Roma, Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari Luigi Einaudi, 1976.
  • Che cosa si produce come e per chi. Manuale italiano di microeconomia, con Onorato Castellino, Mario Deaglio, Elsa Fornero, Sergio Ricossa, Giorgio Rota, Torino, Giappichelli, 1978.
  • Il sistema creditizio e finanziario italiano. Relazione della Commissione di studio istituita dal Ministro del tesoro, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1982.
  • L'Italia e la Repubblica federale di Germania in cammino verso l'unione economica e monetaria europea, con Franco Bruni, Milano, Centro di economia monetaria e finanziaria, Universita commerciale Luigi Bocconi, 1989.
  • Autonomia della Banca centrale, inflazione e disavanzo pubblico: osservazioni sulla teoria e sul caso italiano, con Franco Bruni, in Mario Arcelli (a cura di), Il ruolo della banca centrale nella politica economica, Bologna, Il Mulino, 1992. ISBN 88-15-03754-3.
  • Il governo dell'economia e della moneta. Contributi per un'Italia europea, 1970-1992, Milano, Longanesi, 1992. ISBN 88-304-1099-3.
  • Il mercato unico e l'Europa di domani. Rapporto della Commissione europea, presentato da, Milano, Il Sole-24 Ore libri, 1997. ISBN 88-7187-815-9.
  • Intervista sull'Italia in Europa, Roma-Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5090-3.

Introduzione, prefazioni, presentazioni Edit

Onorificenze Edit

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Note Edit

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Voci correlate Edit

Altri progetti Edit

Collegamenti esterniEdit

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Silvio Berlusconi 16 novembre 2011 - in carica in carica
Predecessore Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana Successore 30x30px
Giulio Tremonti 16 novembre 201111 luglio 2012
(Governo Monti)
Vittorio Grilli
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Raniero Vanni d'Archirafi 1995 - 15 settembre 1999 Frits Bolkestein
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Karel van Miert 16 settembre 1999 - 21 novembre 2004 Neelie Kroes
Predecessore Commissario europeo
dell'Italia
Successore 30x30px
Antonio Ruberti
Raniero Vanni d'Archirafi
1995 - 21 novembre 2004
con Emma Bonino fino al 15 settembre 1999, poi con Romano Prodi
Franco Frattini
Predecessore Rettore dell'Università Bocconi Successore
Luigi Guatri 1989 - 1994 Roberto Ruozi
Predecessore Presidente dell'Università Bocconi Successore
Giovanni Spadolini 1994-in carica in carica

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