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Movimento per le Autonomie
Movimento per le Autonomie
Segretario Agazio Loiero
Giovanni Pistorio
Vicesegretario Franco Cuccureddu
Giorgio De Matteis
Orlando Greco
Stato [[File:Template:Naz/ITA|Bandiera Template:Naz/ITATemplate:Naz/ITA|border|20px]] [[Template:Naz/ITA|Template:Naz/ITA]]
Fondazione 30 aprile 2005
Sede Via dell'Oca 27, Roma
Ideologia Autonomismo
Meridionalismo
Centrismo
Cristianesimo democratico
Collocazione Centro/Centrodestra
Coalizione CdL (2006)
PdL-LN-MpA (2008)
L'Autonomia (2009)
Nuovo Polo per l'Italia (2010)
Partito europeo nessuno
Gruppo parlamentare europeo PPE-DE (2005-2008)
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Sito web www.mpa-italia.it
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Il Movimento per le Autonomie (MpA) è un partito politico italiano, fondato da Raffaele Lombardo il 30 aprile 2005, ispirato all'autonomismo ed al meridionalismo, con un orientamento marcatamente moderato e riformista. Centro propulsore e di maggior radicamento elettorale del movimento è la Sicilia, anche se fin dagli esordi s'è posto una più ampia dimensione meridionale (il congresso fondativo si è tenuto a Bari).

Storia Edit

La nascita Edit

Il partito nasce da un dissenso interno all'UDC siciliana: Raffaele Lombardo, segretario regionale del partito, aveva intrapreso un cammino autonomista che doveva portare il partito di Casini ad una federazione di partiti regionali. Tale linea venne rigettata dai vertici nazionali e portò Lombardo a lasciare l'UDC, anche sotto la spinta della base del futuro Movimento per l'Autonomia.

Raffaele Lombardo, all'epoca presidente della Provincia di Catania ed europarlamentare, lasciò il partito perché «ai partiti nazionali è stato pagato un tributo troppo alto e non sempre sono stati tutelati gli interessi della nostra terra». Intorno alla leadership di Lombardo il Movimento crebbe, sia sotto l'aspetto elettorale che sotto l'aspetto organizzativo e territoriale, accogliendo esponenti politici provenienti dalla nuova Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista Italiano, dal Partito Liberale, dal Partito Comunista e da vari partiti di ispirazione meridionalista e federalista.

La nascita avviene nel 2005 e il primo banco di prova ufficiale sono le elezioni comunali di Catania, tenute nel mese di maggio, dove il movimento (che promuove 4 liste) appoggia la coalizione della Casa delle Libertà e col 20% contribuisce in modo determinante alla sua vittoria. Successivamente amplia le proprie fila, dichiarando la propria indipendenza da entrambi i poli della politica italiana.

Il successivo appuntamento elettorale sono state le elezioni amministrative di Messina, tenute in due turni fra novembre e dicembre 2005: l'MpA si presenta con un proprio candidato a sindaco (che riscuote il 7%) e, al ballottaggio, non si schiera a sostegno di nessuno fra i due candidati delle coalizioni.

Il primo congresso e il nodo delle alleanze Edit

Il congresso costitutivo del Movimento si svolge dal 16 al 18 dicembre 2005 a Bari: a dispetto delle voci non viene subito annunciata alcuna scelta di campo fra le due coalizioni nazionali di centro-destra e centro-sinistra, proponendosi di costruire un terzo polo nazionale, pur cercando il dialogo con i candidati premier delle coalizioni (e non coi singoli leader di partito).

In pratica, Lombardo tenta di aprire un confronto diretto con Silvio Berlusconi e Romano Prodi su una piattaforma programmatica. Il Movimento ribadisce la sua collocazione al centro, ponendo come fondamentali impegni la valorizzazione dell'autonomia della Regione Siciliana e l'impegno verso il Mezzogiorno.

Raffaele Lombardo viene eletto per acclamazione Segretario dal Congresso[1].

Politiche 2006: accordo con la Lega e con la CdLEdit

File:Northern league.jpg

Nel 2006, l'MpA decide di sciogliere ogni riserva e di formalizzare la sua intesa con la Casa delle Libertà, raggiunta tramite un accordo con la Lega Nord di Umberto Bossi per porre fine alla conflittualità tra autonomia e federalismo e trasformare i conflitti in sinergie e collaborazione tra nord e sud del paese. È il caso storico di un allargamento di vedute del Carroccio, che si apre alle energie del Meridione d'Italia. L'accordo viene formalizzato il 4 febbraio 2006 da Lombardo e dal coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega il Ministro Roberto Calderoli: esso prende il nome di Patto per le Autonomie. L'accordo, che non è solo elettorale, ma rappresenta un progetto politico che va ben oltre il 9 aprile, aperto a tutte le forze che si riconoscono nel federalismo e nelle autonomie e che vogliono rappresentare il loro territorio, collabora anche col Partito Sardo d'Azione, che presenta suoi candidati nella lista per l'elezione della Camera dei deputati.

Lombardo sostiene di aver scartato l'ipotesi di un accordo con l'Unione perché la coalizione di centrosinistra non avrebbe intenzione di inserire il ponte sullo Stretto di Messina nel programma di legislatura e per la contrarietà verso altri argomenti programmatici favoriti dalla coalizione di Romano Prodi.

Alle elezioni politiche del 2006, la lista Lega Nord-MPA raccoglie 182 000 voti (Camera) e 146 000 voti (Senato) nelle regioni meridionali. In Sicilia, la lista ottiene il 4,5% alla Camera (3 seggi) ed il 4,1% al Senato (1 seggio).

In sede parlamentare, l'MpA conta 5 deputati (che costituiscono una propria componente nel gruppo misto alla Camera), ossia Giovanni Roberto Di Mauro, Nicola Leanza, Carmelo Lo Monte, Giuseppe Maria Reina e Vincenzo Oliva (questi ultimi due eletti nelle liste di Forza Italia in Puglia e in Toscana, in forza dell'accordo sottoscritto). A fine legislatura diventano 7, con l'adesione di Riccardo Minardo e Ferdinando Latteri. Due sono, invece, i senatori che aderiscono al gruppo DC-PRI-IND-MPA: il siciliano Giovanni Pistorio e il friulano eletto in Liguria Giuseppe Saro.

Il 4 maggio 2006, in seguito all'incendio scoppiato nella raffineria ERG di Priolo Gargallo (SR), i deputati dell'MpA indicono una conferenza stampa con maschere antigas per manifestare la loro ferma opposizione alle politiche industriali di quello stabilimento petrolchimico e delle raffinerie in quel sito e in tanti altri luoghi della Sicilia e dell'Italia meridionale, richiedendo l'istituzione di una Commissione di inchiesta sull'inquinamento prodotto dalle fabbriche della zona. Reina, Lo Monte, Di Mauro e Oliva chiedono lo smantellamento degli impianti e la loro riconversione, nell'ottica di un insediamento industriale di qualità che rispetti il territorio e le popolazioni, che dia produzioni di alto livello ed occupazione qualificata, senza più inibire lo sviluppo turistico dei luoghi e danneggiare la salute dei cittadini. L'impegno per l'ambiente è rimasto una delle priorità del movimento, che si batterà per contro l'impiego del Pet Coke a Gela e, più in generale, per uno sviluppo sostenibile.

A maggio 2006 si tengono le elezioni regionali siciliane, dove l'MpA, schierato nel centrodestra a sostegno di Totò Cuffaro, si piazza come il terzo partito con il 12,5%, eleggendo 10 deputati all'Assemblea Regionale Siciliana. Leanza e Di Mauro vengono eletti deputati regionali e lasciano il posto alla Camera a Sebastiano Neri e Pietro Rao.

L'11 giugno l'MpA alle elezioni provinciali di Trapani arriva a contare 21.530 preferenze con il 9,56 % dei voti totali, contribuendo all'elezione del senatore di Forza Italia Antonio D'Alì come candidato unico della CDL (contrapposto a Massimo Grillo candidato dell'Unione).

Il 30 luglio 2006 l'MpA sigla un patto federativo con il neonato movimento Nazionalisti Siciliani, il 21 novembre dello stesso anno raggiunge un'intesa politico-programmatica con Alleanza Siciliana di Nello Musumeci.

Il Movimento gioca una parte significativa nella crisi del Governo Prodi II, visto che per rafforzare la propria debole maggioranza al Senato, la coalizione de l'Unione ha tentato di coinvolgere i due senatori dell'MpA. In tale occasione il Movimento ha subordinato l'eventuale appoggio al governo ad un radicale cambiamento delle politiche per la Sicilia ed il Meridione, in particolare da un ripensamento sul Ponte sullo Stretto di Messina, opera che l'MpA ha sempre ritenuto fondamentale.

Nel marzo 2007 il Movimento sottoscrive un'intesa politico-programmatica per le elezioni comunali di Palermo, legando il proprio sostegno (che si rivelerà di nuovo decisivo) a Diego Cammarata ad un programma innovativo di decentramento, trasparenza e riforme. Nello stesso mese viene raggiunta un'intesa col Movimento Autonomista Toscano, nell'ottica della comune battaglia per il federalismo.

Nel gennaio 2008 aderiscono al Movimento gran parte degli esponenti dell'Italia di Mezzo, rappresentati, fra gli altri, dall'ex Ministro Vincenzo Scotti.

Politiche 2008: l'alleanza con il PdL e Lombardo Presidente della Regione Siciliana Edit

File:Raffaelelombardo.jpg

Il 20 febbraio 2008, in vista delle elezioni politiche, anticipate per la fine del Governo Prodi II, il Movimento per l'Autonomia ha sottoscritto un accordo con il neonato Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini per un'alleanza elettorale e politica sul modello dell'accordo omologo con la Lega Nord: l'MpA ha presentato perciò il suo simbolo in tutte le regioni centro-meridionali, apparentato con il PdL, specularmente a quanto accaduto con la Lega Nord nel Settentrione (che ha infatti presentato il proprio simbolo dalla Toscana alla Val D'Aosta).

Alle elezioni politiche del 13-14 aprile, la coalizione tra Popolo delle Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia ha ottenuto la vittoria con il 46,81%[2] alla Camera e il 47,32%[3] al Senato, conquistando la maggioranza assoluta in entrambe le camere. Singolarmente, il Movimento per l'Autonomia ha ottenuto, su scala nazionale, l'1,13% alla Camera e l'1,08% al Senato.

Elegge quindi 8 deputati alla Camera e 2 senatori. Il Movimento riesce ad ottenere eletti, oltre che in Sicilia, in Campania, in Puglia ed in Calabria.

Dopo un ampio ed aspro confronto l'MpA riesce a raggiungere un obiettivo fondamentale, ottenendo la designazione del proprio leader Raffaele Lombardo a candidato unitario del centro-destra alla Presidenza della Regione Siciliana. Alle elezioni del 14 aprile 2008, Lombardo riceve un consenso plebiscitario (64% dei voti), che lo manda alla guida della Regione.

Il IV Governo Berlusconi Edit

Il Movimento è entrato, coerentemente al risultato elettorale, a far parte della maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi IV. Sono membri dell'esecutivo per l'MpA: Giuseppe Maria Reina come Sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti e Vincenzo Scotti come Sottosegretario agli Affari Esteri.

Motivi di attrito all'interno della maggioranza formata da PdL, Lega e MpA intervengono circa il decreto fiscale varato dal ministro dell'Economia Tremonti, che a detta dell'MpA toglie troppi fondi al Mezzogiorno per la copertura. Il 24 giugno 2008 il Movimento decide di non votare la fiducia posta dal Governo sul provvedimento se l'esecutivo non si impegnerà a ripristinare i trasferimenti[4]. L'impegno viene sottoscritto e l'MpA accorda la fiducia[5].

La situazione tuttavia si ripete in occasione della posizione della questione di fiducia sul decreto legge anticrisi il 13 gennaio 2009[6][7]. Il gruppo alla Camera vota la fiducia al governo, ma si astiene dal voto finale sul provvedimento, lamentando uno squilibrio fra Nord e Sud nelle politiche governative, contrario a quanto stabilito nel programma elettorale, e chiedendo un cambio di passo[8].

Il secondo congresso e le Europee 2009 Edit

Il secondo congresso del Movimento per l'Autonomia si è svolto a Roma il 27, 28 febbraio e 1 marzo 2009. In questa occasione il partito assume la sua nuova denominazione: Movimento per le Autonomie.

Alle elezioni europee del 2009 l'MpA presenta una lista comune con La Destra di Francesco Storace, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati: il Polo dell'Autonomia[9]. Il polo dell'Autonomia nasce con l'intento di combattere le tecnocrazie di Bruxelles attraverso l’esercizio della legittimazione democratica e di assottigliare il divario tra Nord e Sud.

La lista ottiene però ben poco successo: 682.046 voti e il 2,2 %, ben lontano dalla clausola di sbarramento fissata al 4 %, e non eleggendo nessun parlamentare europeo.

Il 7 ottobre 2009 il numero dei senatori del Movimento per le Autonomie sale a tre con l'adesione del senatore Sebastiano Burgaretta Aparo proveniente dal gruppo dell'UDC (subentrato a Salvatore Cintola).

I finanziamenti della Lega Nord al MpA Edit

La trasmissione Report di Rai3, rese noti i finanziamenti della Lega Nord all'MpA: 387.000 euro nel 2007 e 292.000 nel 2008, come riportato nei bilanci nel movimento[10].

L'espulsione di Scotti ed i nuovi ingressi Edit

Il 20 gennaio 2010 vengono espulsi dal partito il Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri e presidente dell'Mpa Enzo Scotti ed i deputati Arturo Iannaccone, Luciano Mario Sardelli, Elio Belcastro e Antonio Milo, che hanno proceduto alla costituzione di un nuovo partito: Noi Sud - Libertà e Autonomia[11][12].

Successivamente aderiscono all'MpA prima il senatore campano Riccardo Villari (ex Partito Democratico) e, poco dopo, il deputato calabrese Aurelio Misiti (ex Italia dei Valori)[13]. Inoltre, a seguito di una surroga, è approdato al Senato un altro esponente autonomista, Sebastiano Burgaretta Aparo.

Elezioni regionali 2010 Edit

Alle elezioni regionali del 2010 il partito ha espresso le sue posizioni in maniera articolata:

  • in Campania ha promosso una lista assieme al Nuovo PSI ed al PRI a sostegno del candidato di centro-destra, Stefano Caldoro, esprimendo uno dei quattro consiglieri spettanti alla lista;
  • nel Lazio ha eletto un consigliere nella lista civica a sostegno di Renata Polverini;
  • in Calabria ha partecipato con la lista Autonomia e diritti a sostegno del Presidente uscente di centro-sinistra Agazio Loiero;
  • in Basilicata l'MpA ha presentato il proprio simbolo, raccogliendo oltre ottomila voti (circa il 2,65%) ed eleggendo un consigliere regionale;
  • in Puglia s'è schierato con Adriana Poli Bortone, presentando una lista comune col movimento Io Sud (col quale è stato poi sottoscritto un accordo federativo);

Il terzo polo e l'uscita dal Governo Berlusconi IVEdit

In occasione della mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il neonato gruppo dei finiani Futuro e Libertà per l'Italia, l'Unione di Centro, l'Alleanza per l'Italia e il Movimento per le Autonomie scelgono di astenersi.[14] Pier Ferdinando Casini ha definito questa alleanza "un'area di responsabilità nazionale"[15]; Francesco Rutelli ha parlato della necessità di "unire le forze che vogliono fare le riforme ed esercitare una grande responsabilità"[16]; dello stesso avviso anche il capogruppo di FLI, Italo Bocchino, che in un editoriale su Il Secolo d'Italia ha scritto che si tratta di una "responsabilità - aggiunge - spesso messa sotto i piedi da un violento spirito di parte, da una faziosità senza limiti e da una partigianeria che non possiamo condividere".[17] Gli astenuti totali sono stati 75[18].

Sono stati molti, tra giornali e intellettuali, a definire questa alleanza tra moderati, un possibile embrione di Terzo Polo[19][20][21].

Il 13 novembre 2010, con le dimissioni del proprio sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Giuseppe Maria Reina, l'MpA annuncia la fuoriuscita dal Governo Berlusconi IV, accusando l'esecutivo di non mantenere gli impegni presi con gli elettori e di agire contro gli interessi del Sud Italia[22][23]. In seguito, il 14 dicembre vota a favore delle mozioni di sfiducia presentate dal Partito Democratico, dall'Italia dei Valori e dalle altre forze del Polo della Nazione.

File:Agazio Loiero a Levico.jpg

Il 22 settembre 2011 aderisce al MpA l'ex Presidente della Regione Calabria e consigliere regionale calabrese, Agazio Loiero, e viene nominato nell'ottobre 2011 Coordinatore Nazionale del MpA.

Congresso 2012: dimissioni di Lombardo e nuovi verticiEdit

Il 7 e 8 luglio 2012 si è svolto a Roma il terzo Congresso Federale - Assemblea Congressuale Organizzativa del partito, durante il quale il Segretario Federale e fondatore Raffaele Lombardo, a seguito del coinvolgimento nell'indagine Iblis, si è dimesso dalla propria carica. Il Congresso ha eletto successivamente il nuovo Comitato Federale del partito che, il 26 luglio 2012, si è riunito ed ha nominato due nuovi Segretari Federali: il consigliere regionale calabrese Agazio Loiero (già coordinatore nazionale del MPA ed ex Presidente della Calabria) ed il senatore Giovanni Pistorio; confermati i tre Vicesegretari Federali: il sardo Franco Cuccureddu, l'abruzzese Giorgio de Matteis ed il calabrese Orlandino Greco.

Il 31 luglio 2012 Raffaele Lombardo inoltre si dimette dinanzi l'Assemblea regionale siciliana dalla carica di Presidente regionale con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista per l'aprile 2013. Lombardo ha dichiarato all'Ars di essersi dimesso per affrontare meglio le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto (è accusato di Concorso esterno in associazione mafiosa) e per evitare il voto regionale in contemporanea con quello per il rinnovo del parlamento nazionale[24]. Resta in carica solo per l'ordinaria amministrazione fino alle elezioni anticipate, previste dallo Statuto speciale entro tre mesi.

Risultati elettorali Edit

Voti % Seggi
Politiche 2006 (Lista LN-MpA) Camera 1.747.730 4,6 5
Senato 1.530.366 4,5 2
Politiche 2008 Camera 410.487 1,1 8
Senato 355.076 1,1 2
Europee 2009 (Lista L'Autonomia con La Destra) 682.046 2,2 0
Regionali 2010 8.516 0,03 1

Congressi Edit

Note Edit

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Voci correlate Edit

Collegamenti esterni Edit

Documenti Edit

Loghi Edit

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Categoria:Partiti politici italiani Categoria:Autonomismo


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