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Maria Rosaria "Rosy" Bindi
Rosy Bindi foto Stefano Bolognini 2011 1


Presidente del Partito Democratico
In carica
Inizio mandato 7 novembre 2009
Predecessore Romano Prodi

Vicepresidente della
Camera dei deputati
In carica
Inizio mandato 7 maggio 2008
Presidente Gianfranco Fini

Ministro per la Famiglia
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore non istituito
Successore Carlo Giovanardi (sottosegretario)

Ministro della Sanità
Durata mandato 17 maggio 1996 –
26 aprile 2000
Presidente Romano Prodi;
Massimo D'Alema
Predecessore Elio Guzzanti
Successore Umberto Veronesi

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
Partito Popolare Italiano (1994-2002)
La Margherita (2002-07)
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Ricercatrice Universitaria
on. Maria Rosaria Bindi detta Rosy
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito PPI (XII-XIII), DL (XIV-XV), PD (XV-XVI)
Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo Partito Popolare Italiano (XII)
Popolari Dem. - L'Ulivo (XIII)
Margherita, DL - L'Ulivo (XIV)
Partito Dem. - L'Ulivo (XV)
Partito Democratico (XVI)
Coalizione Patto per l'Italia (XII), L'Ulivo (XIII-XIV), L'Unione (XV), PD - IdV (XVI)
Circoscrizione Veneto 1 (XII), Toscana (XIV, XV, XVI)
Collegio Cortona (XIII, XIV)
Incarichi parlamentari
  • Membro della III Commissione (Esteri) - XIII
  • Membro della XII Commissione (Affari Sociali) - XIV e XV
  • Membro della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) - XV
  • Membro della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) - XVI
  • Vicepresidente della Camera dei deputati - XVI
  • Presidente del comitato di vigilanza sull'attività di documentazione - XVI
Pagina istituzionale

Template:Membro delle istituzioni europee [[Categoria:Template:Bio/plurale attività Template:Bio/plurale nazionalità]]Template:Bio/catnatimortiCategoria:BioBot Rosy Bindi, all'anagrafe Maria Rosaria Bindi (Sinalunga, 12 febbraio 1951), è Template:Bio/articolo F[[Template:Bio/link attività|politica]] [[Template:Bio/link nazionalità|italiana]], attuale presidente del Partito Democratico e vicepresidente della Camera dei deputati[1].

Studi e attività giovanile Edit

Laureata in scienze politiche alla Luiss, ricercatrice in diritto amministrativo nella facoltà di Scienze Politiche a La Sapienza di Roma e poi nella facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Siena fino al 1989[2], era accanto a Vittorio Bachelet (del quale era assistente universitaria a Roma) nel momento del suo assassinio il 12 febbraio 1980.

Lungamente impegnata nell'Azione Cattolica, dopo l'impegno nel settore giovanile è stata vicepresidente nazionale dell'associazione dal 1984 al 1989.

Biografia politicaEdit

Europarlamentare DC e PPI (1989-1994)

Nel 1989 Rosy Bindi inizia la sua carriera politica iscrivendosi alla Democrazia Cristiana: in quell'anno si candida alle elezioni europee con lo Scudo Crociato nella circoscrizione Nord-Est ottenendo 211.000 preferenze e venendo eletta. A Strasburgo ricopre l'incarico di vicepresidente della Commissione cooperazione e sviluppo e, successivamente, di presidente della Commissione petizioni e diritti dei cittadini[3].

Deputato PPI (1994-2001)

Dopo la fine della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano del quale è segretario di partito nel Veneto con cui diviene deputato nazionale nel 1994 ed è favorevole alla nascita della coalizione di centro-sinistra, denominata L'Ulivo, che ha come leader Romano Prodi.

Ministro della Sanità (1996-2000)

Nel 1996, infatti, in seguito alla vittoria elettorale dell'Ulivo, Bindi viene nominata ministro della Sanità, incarico che mantiene per circa quattro anni (riconfermato, dopo il Governo Prodi I, anche dal primo e secondo governo D'Alema): in questa veste, con il decreto legislativo 229, vara nel 1999 la riforma del Servizio sanitario nazionale.

Deputato de La Margherita (2001-2006)

Alle successive elezioni politiche del 2001 viene rieletta alla Camera dei deputati per la terza volta nel collegio uninominale di Cortona (Toscana). Aderisce al gruppo della Margherita ed è componente della Commissione affari sociali.

All'interno della Margherita (di cui, dopo essere entrata nell'esecutivo nazionale, è responsabile delle politiche sociali e della salute) è sempre stata vicina a Romano Prodi, senza mai aderire, però, alla corrente di minoranza di Arturo Parisi. In occasione dell'assemblea nazionale del partito in cui si doveva decidere l'adesione alla lista unitaria de L'Ulivo per le politiche 2006, Bindi aderì al gruppo di Pierluigi Castagnetti (detto dei «pontieri»). Con l'assemblea di Chianciano Terme dell'associazione I Popolari, si schierò con l'omonima corrente interna, seppur su posizioni d'autonomia.

Deputato de L'Ulivo (2006-2008)

Rieletta alla Camera dopo le elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione della Toscana dopo essersi candidata anche in Veneto e nella provincia di Torino, è stata nominata nel secondo governo Prodi, Ministro per le Politiche per la Famiglia.

Da sempre favorevole alla formazione di un nuovo soggetto politico che raccolga le diverse anime riformiste presenti all'interno dello schieramento di centro-sinistra, ed è tra le più accese promotrici della nascita del Partito Democratico del quale, dal 23 maggio 2007, è uno dei 45 membri del Comitato promotore nazionale che riunisce i leader delle componenti del futuro PD.

Il 16 luglio del 2007 annuncia la sua candidatura alle elezioni primarie che stabiliranno il leader del PD. Raccoglie il sostegno di diverse personalità e gruppi: Arturo Parisi, Nando Dalla Chiesa, Roberto Zaccaria e buona parte della componente ulivista della Margherita, l'associazione Liberalitalia di Gregorio Gitti, il Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e Pietro Fuda, i Socialisti Liberal per il Partito Democratico di Claudio Nicolini, diverse donne del centrosinistra tra cui Franca Chiaromonte, Anna Maria Carloni, Anna Maria Guidotti, Albertina Soliani, varie personalità del mondo amministrativo e della cultura (Massimo Toschi, assessore della Regione Toscana, esperto di problematiche della pace, Ugo Perone, filosofo, Luciano Guerzoni docente universitario esponente dei cristiano-sociali, Gianfranco Pasquino, Gad Lerner). Hanno dichiarato il loro sostegno anche il cantautore Francesco De Gregori e l'attrice Monica Guerritore. Raccogliendo 453.067 voti (il 12,88%), Bindi si piazza seconda alle spalle di Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75.82% dei voti.

Il nome di Rosy Bindi è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche e, sempre sul versante dei diritti dei gay, anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano, a causa di un disegno di legge ritenuto estremamente blando[4] e per alcune dichiarazioni ritenute offensive nei confronti dei gay,[5] come quando affermò: «Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare. [...] Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. È meglio che un bambino cresca in Africa»[6][7][8].

Deputato PD e vicepresidente della Camera (2008)

A seguito delle elezioni politiche 2008 è stata eletta vicepresidente della Camera dei deputati. I dati sulla presenza dei deputati alla Camera nella prima parte della legislatura segnalano Rosy Bindi come la parlamentare più presente in aula (tra discussioni e votazioni): 0 assenze.Template:Citazione necessaria

Alle elezioni primarie del PD 2009 ha sostenuto la candidatura dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani[9] che è risultato vincitore con il 53% dei voti contro il 34% di Dario Franceschini ed il 12% di Ignazio Marino.

Durante la Convenzione Nazionale tenutasi il 7 novembre 2009 è risultata eletta Presidente del Partito Democratico.[10] Il gruppo di riferimento della Bindi all'interno del PD è Democratici Davvero.

Il caso dell'insulto di Berlusconi Edit

Il 7 ottobre 2009, durante una telefonata di Silvio Berlusconi alla trasmissione Porta a Porta, dedicata alla bocciatura del lodo Alfano, la Bindi ha affermato di ritenere gravissime le affermazioni del presidente del Consiglio, secondo il quale il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto usare la propria influenza sui giudici della Corte Costituzionale affinché passasse il vaglio di costituzionalità[11]. Berlusconi ha quindi citato una battuta comunemente attribuita a Vittorio Sgarbi: «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente» [12][13], alla quale la Bindi ha replicato: «Sono una donna che non è a sua disposizione, e ritengo molto gravi le sue affermazioni»[11].

Il fatto accaduto ha suscitato notevole clamore nel mondo politico, giornalistico[14], e anche in molte organizzazioni a tutela del ruolo della donna nella società[15], ricevendo una notevole risonanza anche all'estero[16]. Nei giorni successivi, Berlusconi ha tentato di correggere il tiro, definendola una battuta di largo consumo e spiegando che gli era sfuggita in un momento di delusione[12].

Tuttavia, c'era già un precedente: l'8 aprile 2003, a Brescia, sostenendo la candidatura a sindaco di Viviana Beccalossi, Berlusconi aveva detto della candidata: «È più brava che bella, il contrario di Rosy Bindi»[11]. Inoltre, il 19 luglio 2010, visitando l'Università telematica e-Campus, Berlusconi è ritornato sul tema, lodando la presenza di "tante belle ragazze laureate che di certo non somigliavano a Rosy Bindi"[17], suscitando le critiche di parte del centrodestra, dell'intero centrosinistra e dei principali commentatori politici[18].

ControversieEdit

Lo scandalo LusiEdit

Template:Vedi anche Nel maggio 2012 Luigi Lusi (indagato, e poi arrestato, per aver sottratto milioni di euro dalle casse della Margherita) davanti alla Giunta per le autorizzazioni del Senato ha dichiarato che parte dei soldi sottratti li ha dati anche alla Bindi, oltre che ad altri politici del partito democratico (Enrico Letta, Giuseppe Fioroni)[19].

NoteEdit

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Bibliografia Edit

Opere Edit

Voci correlateEdit

Altri progetti Edit

Collegamenti esterniEdit

Predecessore Ministro della Sanità della Repubblica Italiana Successore 30x30px
Elio Guzzanti 17 maggio 1996 - 26 aprile 1998 Umberto Veronesi
Predecessore Ministero per le Politiche per la Famiglia Successore 30x30px
non istituito 17 maggio 2006 - 8 maggio 2008 Carlo Giovanardi (sottosegretario)

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Categoria:Deputati della XII Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XIII Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XIV Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XV Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della XVI Legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Politici della Democrazia Cristiana Categoria:Politici del Partito Popolare Italiano Categoria:Politici della Margherita Categoria:Politici del Partito Democratico Categoria:Ministri della Repubblica Italiana Categoria:Ministri della Salute della Repubblica Italiana Categoria:Europarlamentari italiani della III Legislatura Categoria:Personalità di Azione Cattolica


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